Caso Ombrelline, interviene Dacia Maraini: «Un'immagine penosa»

5 Luglio 2017

Secondo la scrittrice l'immagine di quelle ragazze a Fonderia Abruzzo dà un'idea sbagliata di «servitù femminile». Una delle volontarie: «Nessuno ce l'ha ordinato»

«Una fotografia penosa, che dà l'idea di una servilità femminile: donne che coprono, proteggano, aggiustano le cose con un atteggiamento servile. Gli uomini potevano tenersi gli ombrelli da soli». Lo ha detto all'Ansa la scrittrice Dacia Maraini, abruzzese di adozione, a proposito della vicenda delle donne che reggevano gli ombrelli per riparare dalla pioggia e dal sole gli ospiti di Fonderia Abruzzo, sabato scorso a Sulmona (L'Aquila). «Un'immagine penosa di donne servili - sottolinea Maraini - iconograficamente si ha questa impressione, poi la realtà è sempre più complessa di quello che sembra. Le istituzioni, però, non sempre danno buoni esempi e questo è uno di quelli. L'Abruzzo, invece, è un territorio in cui ci sono realtà molto avanzate ed è sbagliato dare questa immagine».

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«C'è pero da dire che le donne, spesso, si mettono dalla parte della "servitù" e questo è storicamente comprensibile. Sono caratterizzate da un istinto di protezione che hanno per storia e hanno introiettato questo ruolo», conclude la scrittrice. «Ma nessuno ci ha ordinato di farlo», ribadisce Daniela Ortolano, una delle sei volontarie che hanno tenuto l'ombrello già ascoltata dal Centro nei giorni scorsi. La Fonderia Abruzzo è stato un evento organizzato dalla Regione Abruzzo il cui costo è di circa 50mila euro, ed è stato affidato ad una società privata che si è servita, come dice Daniela Ortolano, «di uno staff di 35 giovani, tra cui 23 donne. Ora non mi sento umiliata - ha detto Daniela -. In fondo non ho fatto niente di male». Tra le ragazze sul palco con l'ombrello anche la figlia di D'Alfonso. «Abbiamo pensato di intervenire - conclude la Ortolano - perché il palco non aveva la copertura e tutti i relatori avevano le mani già impegnate con fogli, penne e microfonì».