Caso Paolucci Rapporto della Digos in Procura
PESCARA. Vanno avanti le indagini sulla lettera minatoria con pallottola calibro 45 Colt indirizzata all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e recapitata sabato scorso negli uffici dell’as...
PESCARA. Vanno avanti le indagini sulla lettera minatoria con pallottola calibro 45 Colt indirizzata all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e recapitata sabato scorso negli uffici dell’assessorato del capoluogo di regione. Ieri la Digos ha consegnato al capo della procura dell’Aquila Michele Renzo una informativa sulle indagini in cui nella quale si contesta il reato di minacce aggravate. La lettera, scritta a mano in un cattivo italiano, arriva probabilmente da Vasto.
Ieri l’assessore è tornato sull’episodio a margine della conferenza stampa di presentazione della delibera sui nuovi posti letto in riabilitazione, chiarendo di non avere paura e di non sapere nulla su eventuali scorte. «Non ne ho la minima idea. Spero ovviamente di no», ha detto Paolucci ai cronisti. «Non sono valutazioni che faccio io e sono ragionevolmente fiducioso che il lavoro che si sta portando avanti è tale da far proseguire quegli accertamenti in modo sereno». E aggiunge: «Credo di non aver bisogno della scorta ma sono valutazioni che non sono alla mia attenzione. L'auspicio e la speranza è che non ce ne sia assolutamente bisogno». Paolucci ribadisce che si tratta di un «gesto di uno sconsiderato e individuale che in qualche modo richiama qualche tema puntuale della sanità», sottolineando che la questione «è sul tavolo di verifiche e accertamenti». «Certo quella della sanità» dice Paolucci «è una materia complicata da governare. È un settore di una complessità tale che scatena emozioni e pulsioni. C'è tanta sensibilità attorno al tema della sanità, materia complessa da gestire da comunicare e da governare e quindi a volte le tensioni si amplificano».

