Celiachia, per gli abruzzesi cure più facili

Cade l’obbligo del certificato annuale che attesta la patologia. Ma i rimborsi agli uomini restano più alti di quelli alle donne
L'AQUILA . Curarsi, per i pazienti affetti da celiachia, in Abruzzo sarà più facile. Niente più burocrazia, né certificazioni annuali che attestano l'avvenuto controllo della patologia. È quanto stabilisce la delibera approvata, il 18 febbraio scorso, su proposta dell'assessore alla sanità, Nicoletta Verì, che recepisce le indicazioni dell'Agenzia sanitaria regionale, diretta da Alfonso Mascitelli. In buona sostanza, gli oltre 5mila celiaci abruzzesi, per accedere ai buoni per l'acquisto dei prodotti senza glutine, non dovranno più certificare, tre mesi prima del rinnovo dell'autorizzazione, di essere affetti da celiachia.
Ma non è questo l'unico provvedimento contenuto nella delibera, che traccia le linee guida per la dematerializzazione dei buoni cartacei che, attraverso il servizio competente in materia di sanità digitale, saranno al più presto sostituiti dall'accredito telematico, sulla tessera sanitaria, dell'importo annuale per l'acquisto dei prodotti dietetici. Una sorta di bancoposta da cui verrà scalato, di volta in volta, l'importo degli acquisti.
RINNOVO AUTOMATICO. L'abolizione dell'obbligo di certificazione, che costringeva i pazienti ad un doppio passaggio, prima nei Centri di cura, poi alla Asl di riferimento, come si legge nella delibera servirà «ad evitare possibili, inutili, aggravi per i malati e superflui congestionamenti nelle strutture preposte al rilascio delle autorizzazioni». Decisione assunta dalla Regione sulla base del parere tecnico emesso dall'Agenzia sanitaria regionale. Il meccanismo sarà molto più snello: partendo dal presupposto che la celiachia è una malattia cronica, da cui non si guarisce, risulta inutile certificarla annualmente.
Il secondo step sarà la digitalizzazione dei buoni cartacei per l'acquisto dei prodotti diototerapici, «che risulta funzionale al controllo della spesa sanitaria, arrecando il minor disagio possibile ai pazienti interessati» e che «consentirà ai pazienti di acquistare i prodotti privi di glutine ovunque, anche fuori dalla residenza abituale».
TETTI DI SPESA. La celiachia è una patologia di origine genetica e di natura infiammatoria, caratterizzata principalmente dalla distruzione della mucosa dell'intestino tenue. È causata da una reazione immunitaria al glutine e, secondo recenti stime, colpisce l'1 per cento della popolazione. L'unica terapia disponibile, per i celiaci, è una dieta "gluten free", priva di glutine. Per l'acquisto dei prodotti specifici per celiaci sono previsti dei tetti massimi mensili, che variano a seconda del sesso e dell'età e che risultano penalizzanti per le donne che, al contrario, vengono colpite più facilmente dalla malattia.
Da sei mesi a 5 anni il rimborso mensile è pari a 56 euro, da 6 a 9 anni si sale a 70 euro. Nella fascia di età compresa tra i 10 e i 13 anni agli uomini spettano 100 euro di buoni e alle donne 90. Tra i 14 e i 17 anni il divario cresce, con 124 euro di buoni per gli uomini e 99 per le donne. Tra i 18 e i 59 anni si passa dai 110 euro dei maschi ai 90 euro di buoni a disposizione delle donne. Sopra i 60 anni il tetto massimo di spesa mensile va dagli 89 euro degli uomini ai 75 euro previsti per le donne.

