«Centrale gas a Cupello» ma il sindaco non sa nulla

22 Settembre 2014

Lolli propone lo spostamento dell’impianto da Sulmona al comune del Chietino Marcovecchio: mai sentita la Regione. Oggi assemblea dei comitati peligni del no

PESCARA. «Non ne so nulla. Nessuno mi ha informato». Così il sindaco di Cupello Emanuele Marcovecchio replica alla richiesta di un commento sulle parole del vicepresidente della giunta Giovanni Lolli che, sabato ha detto di avere individuato in Cupello l’alternativa a Sulmona come sede della centrale di compressione della Snam. Un impianto lungo il metanodotto che correrà per 687 chilometri da Massafra a Minerbio, diviso in cinque grandi tronconi (Massafra-Biccari; Biccari-Campochiaro; centrale di compressione Sulmona; Sulmona-Foligno; Foligno-Sestino; Sestino-Minerbio), attraversando 10 regioni, 3 parchi nazionali (Maiella, Monti Sibillini, Gran Sasso), un parco regionale e 21 aree protette.

Oggi Lolli, che ha già chiesto la revoca della conferenza di servizi in programma per il 30 settembre, sarà a Sulmona per prendere parte all’assemblea dei comitati per il no alla centrale, convocata dal sindaco Peppino Ranalli, alle 15 al cinema Pacifico. All’assemblea è prevista la presenza del presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso e del presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio (il Consiglio si è espresso all’unanimità contro l’opera), oltre ai presidenti delle Regioni Marche, Molise, Puglia e Umbria (unite dal gasdotto), alle istituzioni delle comunità coinvolte e alle associazioni ambientaliste. «Il nostro è un atteggiamento molto responsabile» ha detto Lolli «abbiamo ribadito in tutte le sedi il no alla centrale di Sulmona, ma non per un mero capriccio. La Valle Peligna è stata individuata dalla giunta D'Alfonso come l'epicentro delle politiche ambientali e paesaggistiche della regione. Concedere parte di terreni agricoli a una centrale del gas cozza con questa visione. Ma il nostro atteggiamento serio e responsabile ci ha fatto andare oltre, individuando un'alternativa al capoluogo peligno: Cupello, dove già insiste un impianto simile (Lolli si riferisce agli impanti Stogit, ndr.), uno dei più grossi depositi di metano del Paese. Abbiamo già detto che ci faremo carico di parlare con la cittadinanza e l'amministrazione del Comune in provincia di Chieti e di rendere snelle le procedure di autorizzazione».

Contro la posizione di Lolli interviene il deputato di F orza Italia Fabrizio Di Stefano: «Ipotizzare lo spostamento del metanodotto Snam in provincia di Chieti come ha dichiarato il vice presidente Lolli è pura follia nel metodo e nel merito. Nel metodo perché come sempre la sinistra prima decide senza alcun confronto e poi cala sul territorio le proprie scelte. Nel merito perché con la totale inattività contro l’ipotesi Ombrina e con quest’ultima indicazione è chiaro che questa sinistra ha inteso ipotizzare la morte dell’agricoltura di qualità e del turismo nella Provincia di Chieti, dimenticando la grande vocazione agricola di questa Provincia». (a.d.f.)

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