Centri Diurni: a rischio la riabilitazione

23 Dicembre 2015

PESCARA. Esiste il concreto rischio che i programmi di riabilitazione psichiatrica, attraverso l’utilizzo di borse lavoro, vengano interrotti. L’allarme viene lanciato dall’associazione...

PESCARA. Esiste il concreto rischio che i programmi di riabilitazione psichiatrica, attraverso l’utilizzo di borse lavoro, vengano interrotti.

L’allarme viene lanciato dall’associazione Coordinamento Centri Diurni a causa del mancato rifinanziamento della legge 94 del 2000 sulle borse lavoro a favore degli utenti in carico ai Dipartimenti di Salute mentale dell’Abruzzo. «La legge 94, unica nel panorama nazionale, ha consentito ai Dipartimenti, per oltre 300 persone ogni anno, di sperimentare e avviare programmi innovativi di riabilitazione psichiatrica e di reinserimento lavorativo extra-istituzionale in normali contesti di vita come ditte, cooperative, enti pubblici e privati», spiegano al Coordinamento.

In oltre 15 anni ha prodotto evidenze scientifiche che avvalorano i risultati ottenuti sia sotto il profilo clinico che sociale favorendo i percorsi di autonomia e recovery delle persone, riducendo il carico familiare, i ricoveri ospedalieri, la marginalizzazione e l’ingresso in strutture residenziali comunitarie.

«Tutto questo ha permesso, tra l’altro, un notevole risparmio economico per le casse regionali», viene sottolineato in una nota, «e malgrado i ripetuti appelli effettuati a più riprese da parte di associazioni e di organismi istituzionali, a tutt’oggi, la legge 94 non è stata rifinanziata ed i Dipartimenti di Salute mentale non hanno più fondi per assicurare la continuazionale dei progetti "borse-lavoro" avendo esaurito anche le scorte economiche residue».

Secondo il Cooordinamento, l’Assessorato regionale alla Sanità, ripetutamente sollecitato, non ha dato alcuna risposta: «L’interruzione dei fondi della legge 94 comporterebbe, nei prossimi mesi, la cessazione dei programmi riabilitativi con conseguenze negative sullo stato di salute delle persone e sul carico familiare».

Di qui, l’Associazione chiede con urgenza il rifinanziamento della legge e un sollecito chiarimento «al fine di poter avere risposte ed indicazioni esaustive sia rispetto all’attuale situazione operativa dei Dipartimenti, che sulle prospettive nell’ottica del potenziamento delle attività di riabilitazione e inclusione sociale».