Cerasuolo, L’Aquila al primo posto

10 Aprile 2019

VERONA. Il rosato fa tendenza e l'Abruzzo scommette sul Cerasuolo. Al Vinitaly di Verona è stato presentato ieri il "Rosautoctono": una compagine che raccoglie i Consorzi di tutela delle...

VERONA. Il rosato fa tendenza e l'Abruzzo scommette sul Cerasuolo. Al Vinitaly di Verona è stato presentato ieri il "Rosautoctono": una compagine che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore (Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d'Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Bombino Nero, Salice Salentino Rosato e Cirò Rosato) con l'obiettivo di dare una spinta decisiva, non solo dal punto di vista promozionale, ma anche economico e culturale, ai più significativi territori vocati alla produzione di questa tipologia di vino.
E il Cerasuolo d'Abruzzo sotto questa veste ha una profilo unico: le uve vengono vinificate in bianco oppure limitando la fermentazione in presenza delle bucce a poche ore; è ricavato prevalentemente dal vitigno Montepulciano. Il Cerasuolo d'Abruzzo - questa è la sua peculiarità - è caratterizzato dal colore "rosa ciliegia". La produzione in Abruzzo, tra l'altro, è in crescita: è passato da 59.238 ettolitri del 2015 a 84.324 ettolitri del 2018, con oltre sei milioni di bottiglie l'anno. In Italia sono prodotte complessivamente 25 milioni di bottiglie. La provincia abruzzese dove la produzione di vino rosa è più alta, secondo i dati del Consorzio, quella aquilana. (c.s.)