Cerulli Irelli: le viti vecchie hanno fatto la differenza

11 Ottobre 2017

TERAMO. Forse non sarà una annata memorabile, ma le uve riportate in cantina hanno avuto una elevata qualità nella media. Mentre si termina di vendemmiare gli ultimi impianti di Montepulciano nelle...

TERAMO. Forse non sarà una annata memorabile, ma le uve riportate in cantina hanno avuto una elevata qualità nella media. Mentre si termina di vendemmiare gli ultimi impianti di Montepulciano nelle Colline Teramane, si comincia a tracciare un primo bilancio della raccolta 2017. «È stata una vendemmia molto difficile e soprattutto piena di preoccupazioni per via delle temperature calde e costanti» spiega Enrico Cerulli Irelli, vicepresidente del Consorzio di Tutela Colline Teramane Docg e produttore a Canzano nella Tenuta Cerulli Spinozzi. «Come di fronte al gelo, la vite di fronte al caldo eccessivo si blocca. Chi ha potuto ha irrigato, soprattutto gli impianti più giovani, per ridurre le criticità. C'è da dire però che qui da noi, nelle Colline Teramane, c'è un vantaggio in questi casi, perché l'età media delle viti è piuttosto alta e la tragica invernata interessata da una neve che ha creato molti disagi sotto altri aspetti ha però nutrito le falde acquifere, quindi le viti più vecchie hanno potuto attingere a queste falde e hanno sofferto di meno». I dati generali, raccolti fino ad oggi, stimano una diminuzione di produzione pari al 20-30%, percentuale riscontrabile anche nel territorio teramano con differenti oscillazioni secondo le zone.
«Sulla qualità è ancora presto per pronunciarsi, ma sicuramente avremo gradazioni alcoliche più alte» osserva Cerulli Irelli. «Una cosa è certa però, questa è stata una delle vendemmie, fra quelle degli ultimi decenni, in cui l'uva si è presentata meglio. Qui nel teramano, i vecchi viticoltori parlano di uve incredibilmente sane, nonostante le caratteristiche, non sempre positive, di una annata del genere».
Giorgio D’Orazio