«Che caos al concorsone E chi ci pensa è perduto...»

Un senso di arrendevolezza pervade i candidati dopo i primi due giorni di prove In Abruzzo 4.163 domande per 1.411 cattedre. Ma ci sono dubbi sulle correzioni
L'AQUILA. «Otto domande, neanche venti minuti a quesito. Qui non ti danno neanche il tempo di pensare». Mariassunta Di Crescenzo, docente di seconda fascia originaria di Notaresco è ancora choccata dopo la prova di Lettere per le scuole medie e superiori del Concorso scuola 2016. Centocinquanta minuti che volano in un attimo, specie con chi deve fare i conti con una prova al computer senza neanche la possibilità di prendere nota con carta e penna. «Il tempo fugge e non si arresta un'ora, come diceva Petrarca», scherza la giovane insegnante, «sei veramente da solo contro la macchina che scaduto il conto alla rovescia blocca la schermata e chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato».
Le reazioni “a caldo” dopo le prove scritte del concorso scuola delineano una situazione di confusione. Quasi impossibile avere la consapevolezza di aver fatto bene. «Devi scrivere talmente in fretta che chi ha voluto provare a pensare per elaborare risposte ragionate non ha avuto neanche il tempo di completare la prova. Avevo una persona accanto che è rimasta a lungo a contemplare le domande. Alla fine aveva dato solo tre risposte. Comunque, l'esame se non altro è meno nozionistico, anzi verte più sulle metodologie di insegnamento. Non ti chiedono cioè di fare excursus su Petrarca e Montale, bensì di indicare un modo su come realizzare una lezione su di questi autori».
Le perplessità sono molte, anche perché non c'è certezza di che cosa succederà a chi non riuscirà a passare gli esami e, in Abruzzo, le possibilità sono più o meno una su tre, anche se la casistica varia da scuola a scuola.
Complessivamente, sono state 4.163 le domande pervenute dagli aspiranti alle 1.411 cattedre: 1.301 su posti comuni e 110 sul sostegno. Per la scuola del'infanzia saranno assegnate 189 cattedre e per la primaria 482; complessivamente per queste due aree sono state presentate 2.591 domande. «Ho appena letto le domande che hanno fatto alla prova di Italiano», spiega Giovanna Forestiere, «ci chiedono di indicare una griglia di valutazione per i nostri studenti, quando loro non ne hanno neanche indicata una per questo concorso». E invece, il ministro per l'Istruzione, Stefania Giannini, assicura che le valutazioni per la prova scritta ci sono già e che sono quelle utilizzate nei pubblici concorsi. «Però noi continuiamo a chiederci», spiega un altro gruppo di docenti, «come esse potranno essere applicate nella correzione di un quesito relativo all'elaborazione all'unità didattica. Metodi e stili sono soggettivi, quindi è difficile dire questa cosa funziona meglio di quest'altra».
All'indomani delle prime prove, Andrea Sansò, associato di Linguistica generale all'Università dell'Insubria (Como e Varese) - la stessa disciplina del ministro Giannini - ha inviato proprio alla titolare del dicastero una lettera in cui ha simulato una prova concorsuale sulla base delle prime tracce rese note. Ne viene fuori un test praticamente inaccessibile. «Questa», sottolinea, «è la tipologia di prove alle quali si stanno sottoponendo migliaia di docenti di valore, già abilitati con esami severi e rigorosi, che insegnano da anni a scuola e sanno - almeno i più coscienziosi tra loro - che la didattica non si improvvisa in 15 minuti scarsi,il tempo che si può dedicare a ciascuna domanda».
Anche per questo il web si sta mobilitando. Per domani, alle 16, è stato indetto un flash mob. Il ritrovo è davanti alla sede del Miur a Roma oppure davanti alle sedi degli Uffici scolastici regionali. «Strapperemo i certificati di abilitazioni e porteremo banconote (ovviamente false) da elargire simbolicamente allo Stato». (fab.i.)
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