Chieti-Pescara bene in attrattività

3 Gennaio 2017

La D’Annunzio settima in Italia per quota di studenti fuori sede

PESCARA. La qualità universitaria italiana continua ad abitare al Nord, da Verona a Trento, dal Politecnico di Milano a Bologna, e fra i poli non statali ripropone il solito terzetto di testa: la Luiss Guido Carli di Roma, però, supera di un’incollatura la Bocconi, che si piazza al secondo posto precedendo il San Raffaele. Da segnalare i balzi di Modena e Reggio Emilia (sei posizioni in più dell’anno scorso, come Chieti) e del Politecnico di Torino (+5), mentre tra i grandi poli in discesa si incontrano Genova (-5) e Firenze (-4). È quanto emerge da una classifica del Sole 24 Ore ottenuta analizzando 12 indicatori. Il Mezzogiorno continua invece a soffrire e occupa stabilmente gli ultimi scalini delle graduatorie, chiuse anche quest’anno dalla Parthenope di Napoli fra gli atenei statali e dalla Kore di Enna fra quelli non statali. Anche a Sud, però, qualcosa si muove. E qualcosa si muove anche in Abruzzo. Le università di Chieti-Pescara e Teramo guadagnano posizioni nella classifica generale (rispettivamente sono al 27 e 33° posto), L’Aquila invece scivola dal posto 31 al posto 47. Ma L’Aquila e le altre risalgono nettamente nella classifica dell’attrattività, che indica la quota di immatricolati residenti in una regione diversa da quella in cui ha sede l’ateneo: Chieti-Pescara si classifica al settimo posto, L’Aquila al 14° e Teramo al 32°. L’Università del capoluogo conquista il 4° posto nazionale nella sezione dei crediti ottenuti da stage; Teramo è 15° per mobilità internazionale