Chiodi: «Lanfranco persona onesta» E il deputato ora aspetta le scuse

25 Novembre 2015

PESCARA. Il primo commento alla sentenza che ha mandato assolti gli imputati della Rifiutopoli abruzzese arriva dall’ex presidente della Regione Gianni Chiodi che volle Lanfranco Venturoni assessore...

PESCARA. Il primo commento alla sentenza che ha mandato assolti gli imputati della Rifiutopoli abruzzese arriva dall’ex presidente della Regione Gianni Chiodi che volle Lanfranco Venturoni assessore alla Sanità: «Sono felicissimo», dice Chiodi al Centro, «sapevo che Lanfranco è una persona assolutamente onesta. Tra l'altro è una persona per cui vennero utilizzati all'epoca strumenti di indagine che non si utilizzano ora nemmeno per l'Isis. E poi è una persona alla quale voglio anche bene dal punto di vista personale».

Più tardi su Facebook Chiodi ricorda il momento delle dimissioni di Venturoni da assessore. «Si dimise lui a fine novembre, io non intendevo revocarlo nonostante fosse sospeso ope legis e nonostante le pressioni di ogni genere. E avevo ragione».

Venturoni restò comunque al suo posto di consigliere regionale e il suo partito lo elesse capogruppo proprio per confermare la fiducia nel suo operato.

E da Forza Italia arriva anche la dichiarazione del coordinatore Nazario Pagano: «Esprimo soddisfazione per l’assoluzione di Venturoni e Di Stefano. E’ stata fatta chiarezza su una vicenda incomprensibile. Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla correttezza dell’operato di Lanfranco Venturoni e dell’On. Fabrizio Di Stefano».

L’ex consigliere regionale di forza italia Riccardo Chiavaroli, anche invirtù della sua militanza radicale allarga la riflessione sul sistema delal giustizia: «Ho vissuto in prima linea, anche sulla mia pelle sia pure per un’inezia da cui sono stato assolto, dal 2008 ad oggi le vicende politiche influenzate dagli interventi della magistratura, in particolare dalla Procura di Pescara. Per questo, a fronte di sentenze che stanno sgretolando le accuse e spesso i conseguenti arresti (succederà credo anche in Cassazione per Del Turco) continuo a chiedere pubblicamente: non è forse il momento di ragionare con serietà, senza timori reverenziali e chiedere conto ai responsabili di un modo di agire che non aveva e non ha fondamento giuridico e sostanziale?».

Uno dei protagonisti dell’inchiesta, il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano non vuole commentare al telefono con il Centro, limitandosi a bacchettare la stampa perché «impari a rispettare la dignità delle persone». Poi su Facebook pubblica questo post: «Assolto perché il fatto non sussiste. Vorrei che sotto questo post commentassero quelli che in questi anni si sono sciacquati la bocca con il mio nome. Per fortuna che molto più numerosi sono stati coloro i quali hanno sempre creduto in me».

Molti i commenti di semplici cittadini sui social. Quasi tutti favorevoli alla sentenza.

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