«Chiudere i punti nascita? Le deroghe ci sono»

Il ministro Lorenzin: «La legge lo prevede, ma la Regione deve assumersi la responsabilità»
RIVISONDOLI. Chiusura dei punti nascita in Abruzzo: il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin lascia una porta aperta a possibili deroghe, ma chiama la Regione a assumersi le proprie responsabilità soprattutto su Sulmona. «La legge può prevedere deroghe» ha affermato il ministro che è arrivata a Rivisondoli per partecipare al laboratorio futuro, start up di idee politiche organizzato dalla fondazione Magna Carta «ma la Regione deve assumersi le responsabilità delle sue scelte garantendo la sicurezza con una rete di urgenza-emergenza con elisoccorso. Va precisato che la legge prevede la soglia dei mille parti annuali, che possono scendere a 500, in alcuni casi, ma sulla sicurezza non si transige». La Lorenzin si accarezza il pancione, è in dolce attesa di due gemelli che si chiameranno Francesco e Lavinia. «Le donne sanno dove andare a partorire» ha aggiunto «scelgono strutture dove si sentono sicure, abbiamo visto cosa è successo a Catania, per mancanza di sicurezza». Il riferimento è stato alla piccola Nicole, la bimba morta a poche ore dalla nascita, avvenuta in una clinica, perché rifiutata da più di un ospedale in seguito a una complicazione neonatale. Il ministro ha partecipato alla tavola rotonda, moderata dal direttore del Centro, Mauro Tedeschini sul tema "Idee e valori per il futuro dell'Italia". «Credo che in sei sette mesi l'Abruzzo possa farcela ad uscire dal commissariamento» ha continuato il ministro «l'importante è che riesca a portare a termine il programma individuato che è già a buon punto. Deve completare la rete dei punti nascita, la rete di attuazione dell'emergenza urgenza con l'elisoccorso, la riorganizzazione territoriale, residenziale e semi residenziale e il calcolo del fabbisogno dei territori, sono questi i punti principali dove non è che l'Abruzzo sta a zero, considerando che la parte economica e finanziaria è stata stabilizzata»
Chiara Buccini

