Ci risiamo, Gerosolimo e altri 2 si (ri)mettono di traverso

L'AQUILA. «Il piano di riorganizzazione del sistema sanitario abruzzese, firmato dal commissario ad acta, e presentato alla stampa dall'assessore Silvio Paolucci, non è stato esaminato e discusso né...
L'AQUILA. «Il piano di riorganizzazione del sistema sanitario abruzzese, firmato dal commissario ad acta, e presentato alla stampa dall'assessore Silvio Paolucci, non è stato esaminato e discusso né in sede consiliare né con la maggioranza politica della nostra regione. Spiace, quindi, dover rilevare che su uno dei temi più importanti per l'azione di governo, quale quello della Sanità, la nostra posizione sia diversa da quella del Commissario ad acta Luciano D'Alfonso». Lo scrivono in una nota l'assessore regionale Andrea Gerosolimo (nella foto) e i consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Mario Olivieri che sono confluiti rispettivamente da Abruzzo Civico e Centro Democratico nel nuovo Movimento civico abruzzese (Mca) presieduto da Giulio Borrelli e che fanno parte della maggioranza della giunta regionale di centrosinistra.
Una posizione trasversale che sembra ricordare quella assunta da Gerosolimo, Olivieri e in quel caso da Monticelli (Pd) quando ci fu da discutere sulla distribuzione dei fondi al settore cultura e che portò i governatore D’Alfonso al “rimpastino” di giunta con l’ingresso di Gerosolimo. Ora ci risiamo, poiché i tre sanno bene quanto sia rilevante il peso dei loro tre voti in sede di consiglio. E il muro si alza. «Non è assolutamente ipotizzabile che si concepisca una Sanità di livello elevato per alcuni territori della regione e, invece, si pretenda di propinare servizi sanitari di livello inferiore in altri ambiti del territorio, così come non è accettabile che alcune aree possano essere condannate alla totale marginalizzazione», scrivono i tre consiglieri regionali secondo i quali con il piano ci sarebbero territori che «non vedono in alcun modo garantito il diritto alla salute, tutelato dalle norme fondamentali dell'ordinamento». «Il contenuto», riprendono, «non corrisponde alle finalità della nostra azione politica e non collima con i principi che presiedono alla nostra visione dell'attività amministrativa, preordinata alla garanzia degli interessi generali della comunità regionale. Auspichiamo, pertanto, che si apra un confronto costruttivo con il Commissario ad acta, al fine di garantire a tutti i cittadini pari diritti e pari opportunità».

