Ci sarà il superticket? Il governo dice no

Un decreto «aumenta ticket, burocrazia, liste di attesa e ricorso al privato». Queste sono alcune delle critiche di Cittadinanzattiva al decreto appropriatezza o taglia-esami. In particolare, secondo...
Un decreto «aumenta ticket, burocrazia, liste di attesa e ricorso al privato». Queste sono alcune delle critiche di Cittadinanzattiva al decreto appropriatezza o taglia-esami. In particolare, secondo l’associazione, «il decreto prevede per una serie di prestazioni una prescrizione specialistica. Alcune prestazioni prima prescrivibili direttamente dal medico di famiglia oggi per ottenerle necessitano di una visita e di una prescrizione dello specialista. Quindi ci sarà almeno un ticket in più da pagare rispetto a prima. Il risultato sarà quello di un appesantimento burocratico dovuto a maggiori “filtri” e quindi disagi in più per il cittadino (in controtendenza con la necessità di semplificazione amministrativa e umanizzazione delle cure), aumento dei ticket , aumento dei tempi di attesa e aumento del ricorso obbligato al privato. Tutto questo in un momento in cui sono in crescita le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche a causa di liste di attesa e ticket elevati, le rinunce alle cure, la spesa privata e le richieste di prestiti per cure mediche».
Sul ticket o superticket è intervenuta nei giorni scorsi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin escludendo ogni aggravio della contribuzione da parte degli assistiti. «Non ci saranno assolutamente super-ticket per i cittadini», ha rassicurato il ministro, dovuti alla singola prescrizione di esami su singole ricette, ognuna delle quali gravata appunto da un ticket. Tale necessità, ha chiarito, «era infatti dovuta ad un errore tecnico nella formulazione dei campi delle ricette elettroniche».

