Ciak, si gira: fondi per i film made in Abruzzo

La Regione sblocca 200mila euro per sostenere la produzione di video, clip, corti e documentari
PESCARA. Valorizzare l'Abruzzo, anche a fini turistici, favorire lo sviluppo dell'occupazione e promuovere le risorse del territorio. Sono questi alcuni degli obiettivi che si è data la Regione Abruzzo sostenendo il settore cinema attraverso contributi da destinare alle opere audiovisive o cinematografiche legate al territorio abruzzese con certezza di distribuzione.
Il bando, già pubblicato sul sito della Regione con scadenza al 14 novembre, è stato presentato ieri dal consigliere regionale delegato alla Cultura, Luciano Monticelli.
Bersaglio del contributo saranno le attività svolte sul territorio regionale nei settori della produzione di film e audiovisivi. Il prodotto cinematografico dovrà avere un legame storico e artistico culturale con l'Abruzzo e dovrà prevedere uno sviluppo sul territorio regionale di almeno i due terzi dei giorni di lavorazione del film. Per il bando è stata stanziata una somma pari a 200 mila euro e si prevede la concessione fino al 50% delle spese ritenute ammissibili per ognuno dei progetti finanziabili fino a un importo massimo di 30mila euro. «Si tratta di un'idea ferma da alcuni anni», ha spiegato Monticelli «che siamo riusciti a portare avanti e che ora potrà concretizzarsi grazie a una dotazione finanziaria che, seppur non ragguardevole, sosterrà piccole produzioni di spot, video clip, docu-film e corti».
«Jean Jacques Annaud, il regista del celeberrimo film »Il nome della rosa«, parlando dell'Abruzzo, dove furono ambientate numerose scene del film del 1986», ha ricordato Giancarlo Zappacosta, direttore del Dipartimento regionale Cultura, Turismo e Paesaggio «disse che il nostro territorio aveva tutto per diventare una location ideale per produzioni cinematografiche su horror e fantasy. Ecco perché», ha aggiunto «questo bando, considerando le enormi potenzialità dell'Abruzzo, rappresenta un atto prodromico alla possibilità di attingere ad ulteriori e più ingenti risorse attraverso l'utilizzo di fondi strutturali per la promozione del territorio come hanno già fatto altre Regioni». (cr.re.)
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