Cinghiali, emergenza e polemiche

13 Agosto 2015

Copagri segnala azioni di boicottaggio verso la caccia di selezione

PESCARA. «Le drammatiche notizie degli ultimi giorni sull’emergenza cinghiali sono la punta dell’iceberg di una emergenza nazionale provocata dal proliferare senza controllo degli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali e mettono in pericolo vite umane». Coldiretti Abruzzo interviene di nuovo sull’emergenza cinghiali, aggravata nei giorni scorsi dall’aggressione di una coppia da parte di un branco di cinghiali in Sicilia. «In Abruzzo», rammenta in una nota l’associazione agricola, «lo scorso 10 luglio gli agricoltori della Coldiretti, insieme ai colleghi di tutta Italia, hanno lasciato le campagne per lanciare un Sos alle Istituzioni nazionali per una situazione insostenibile che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali. In estate la situazione si aggrava, con gruppi di decine di cinghiali di oltre 150 chili di peso che mettono a rischio le aree rurali e periurbane».

Coldiretti afferma che nelle aree montane e svantaggiate è a rischio la possibilità di poter proseguire l'attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati. Un pericolo che riguarda anche gli amanti dei boschi per passeggiare o raccogliere funghi.

Nel contempo tuttavia Copagri Abruzzo segnala una sorta di "disubbidienza civile" verso i dettami del regolamento regionale per la gestione degli ungulati. Il presidente Camillo D’Amico in particolare segnala a Provincia, Regione e Comuni che nella provincia di Chieti vi è «un’azione mirata di boicottaggio di alcuni capi squadra di non iscrivere i propri aderenti per la caccia al cinghiale 2015-2016 perché in totale disaccordo sui contenuti del regolamento regionale per il contenimento numerico degli ungulati». «E' un azione riprovevole di chi immagina di tenere sotto scacco l'intero mondo agricolo ed i cittadini assediati da interi branchi di cinghiali», commenta, «anche se siamo nel piano della stagione del riposo e delle vacanze non abbandoniamo per il nulla l'attenzione alla quotidiana azione di tutela e salvaguardia di chi, con il lavoro nei campi, vive e sopravvive.