Cinquanta orsi nel Parco più qualche “vagabondo”

L’ultimo censimento descrive una popolazione stabile che si riproduce bene 31 i cuccioli nati dal 2011 al 2014. Segnalate presenze in aree vicine
PESCASSEROLI. L’orso marsicano sta bene, si riproduce regolarmente e mantiene stabili i suoi numeri. La buona notizia viene dalla giornata informativa sull’orso marsicano, organizzata dal Parco a Pescasseroli nel corso della quale sono stati presentati i risultati delle attività di monitoraggio condotte sulla popolazione di orso nell’ambito del Life Arctos.
I risultati sono stati illustrati da Paolo Ciucci del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università di Roma La Sapienza e riassumono le attività di monitoraggio condotte dall’Università, partner di progetto, nel 2011 e nel 2014.
Nelle attività 2014, che si sono svolte dal 26 maggio al 30 settembre, sono stati raccolti complessivamente 476 campioni di pelo di cui 346 utilizzabili per le analisi genetiche. Di questi 346 campioni 276 hanno portato all’individuazione di genotipi affidabili da cui sono stati estratti i genotipi di 44 individui. Di questi 44 genotipi alcuni (29) si riferiscono a orsi già campionati negli anni precedenti mentre 15 sono relativi ad individui mai campionati.
Mettendo a confronto i dati 2014 con i dati emersi dal monitoraggio 2011 emerge una stima di popolazione di 50 orsi (entro un intervallo fiduciale al 95% che va da 45 a 69 orsi) con 22 maschi e 28 femmine, valori che portano ad un rapporto sessi di 1:1,27 e una densità di 38,8 orsi/1000 km².
Confrontando, dunque, la dimensione della popolazione a inizio e fine progetto Life Arctos i ricercatori concludono che la popolazione nel suo areale centrale è rimasta stabile. «I dati», dice Ciucci, «ci consentono, inoltre, di rilevare che la popolazione ha ancora una buona capacità riproduttiva con 31 cuccioli nati dal 2011 al 2014 che hanno bilanciato le perdite avvenute nel medesimo periodo (12 orsi morti recuperati). Il confronto, esteso ai monitoraggi 2004 e 2008, ci ripropone una situazione complessiva di stabilità della popolazione sempre intorno ai 50 individui nella cosiddetta “core area”».
Durante l’incontro di sabato sono emersi alcuni risultati incoraggianti per quanto riguarda le presenze di individui al di fuori dell’areale centrale: si hanno, infatti, evidenze non solo di maschi che si spostano tra il Parco e le aree vicine del Lazio (Monti Simbruini-Ernici, Riserva della Duchessa) ma anche di femmine che frequentano stabilmente il Parco della Majella e La Riserva Naturale regionale del Monte Genzana.
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