Cinquemila maestre diplomate rischiano il licenziamento

PESCARA . Sono 55mila in Italia, e almeno cinquemila in Abruzzo le maestre diplomate che a partire dal prossimo anno scolastico, rischiano di perdere il lavoro o di ripiombare nella totale precarietà....
PESCARA . Sono 55mila in Italia, e almeno cinquemila in Abruzzo le maestre diplomate che a partire dal prossimo anno scolastico, rischiano di perdere il lavoro o di ripiombare nella totale precarietà. Hanno trascorso la loro vita lavorativa all’interno della scuola, sperando in una stabilizzazione che per molte non è mai arrivata. Per altre, invece, è arrivato il famoso “ruolo” con riserva ma ora, in seguito alle diverse novità che si sono susseguite nel corso degli ultimi mesi, rischiano di essere licenziate. «Il diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 costituisce in sé ed a prescindere dalla frequentazione di qualsiasi ulteriore corso di abilitazione o superamento di concorso, titolo abilitante per le classi di concorso AAAA (scuola dell’infanzia) ed EEEE (scuola primaria)», spiegano. Dunque quando nel 2006 le graduatorie da permanenti vennero trasformate in Gae(graduatorie a esaurimento), i diplomati magistrali erano già in possesso del titolo abilitante. Anche nel 2014 il Consiglio di Stato ha riconosciuto la validità del diploma magistrale ante 2001 come titolo abilitante, e ha inserito i ricorrenti, seppur con riserva. Nel 2015 sono iniziate le immissioni in ruolo, anch’esse con riserva, con la previsione di un anno di prova e di formazione. Nel 2017, a dicembre, la prima sentenza della plenaria sentenzia che il diploma magistrale non costituisce titolo abilitante per essere inseriti nelle Gae. «La contestazione che viene sollevata», aggiungono le maestre, «è che questa sentenza danneggia solo una parte di diplomati, poiché un’altra fetta di diplomati magistrali, ha avuto al contrario una sentenza favorevole ed è nelle Gae a pieno titolo». E si arriva al 2018, con il nuovo governo e con l’attuale ministro Bussetti, che ha pensato di risolvere questa drammatica situazione con un concorso straordinario. «Niente di più fantascientifico», osservano le maestre, «considerando che chi potrà parteciparvi è solo una piccola nicchia di docenti, lasciando fuori tutti coloro che hanno lavorato nelle paritarie e chi non ha svolto 180 giorni di servizio nella scuola statale (c'è gente che per soli 2 giorni non può accedere al concorso) e chi ha alle spalle anni e anni di esperienza alle spalle come docenti . Che dire dei docenti che sono di ruolo con riserva? Anche loro saranno licenziati dopo aver sostenuto un anno di prova, regolarmente superato previa valutazione da parte di una comitato di valutazione composta da personale docente di ogni ordine e grado compreso il dirigente scolastico». I diplomati magistrali «denunciano una discriminazione e una disparità di trattamento senza precedenti. Smentiamo a chiare lettere quanto dicono i politici al governo che il problema è risolto. Niente di più falso! Lotteremo fino allo stremo con tutte le armi in nostro possesso per farci riconoscere un nostro sacrosanto diritto».

