Come si ferma la fuga dei cervelli? «Non soldi, servono infrastrutture»

30 Maggio 2016

La professoressa Chiancone all’inaugurazione del terzo anno dell’Accademia delle Scienze all’Aquila «Gli enti di ricerca vanno svincolati dal sistema burocratico, l’Italia è scientificamente analfabeta»

L’AQUILA. «La fuga dei cervelli si arresta soltanto facendo infrastrutture significative qui in Italia: non basta stanziare 10 o 20 milioni per far tornare un cervello se questo poi qui non ha mezzi». Così la professoressa Emilia Chiancone, presidente della Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL (dei quaranta), a margine dell'evento di inaugurazione del terzo anno dell'Accademia delle Scienze d'Abruzzo all'Aquila. «Un'altra cosa che danneggia moltissimo i ricercatori è la burocrazia», evidenzia la docente già stretta collaboratrice del Premio Nobel Rita Levi Montalcini: « Nel 2008 ho finito di dirigere una struttura pubblica, non è un secolo, e da allora è peggiorata tantissimo». «Questi sono due handicap gravissimi, gli enti di ricerca andrebbero svincolati dal sistema burocratico, per l'acquisto della strumentazione non si possono applicare le stesse regole nei ministeri per l'acquisto della carta e della cancelleria», sottolinea. «Il sistema delle Università lo vedo in stasi, purtroppo: c'è il problema comune della burocrazia e il mancato rinnovo della classe docente. Siamo andati in pensione in tantissimi negli ultimi anni e comunque non c'è stato rinnovo e questo per il futuro sarà gravissimo».

L’Accademia delle Scienze, allargata anche ad altre regioni adriatiche come le Marche e partner di significative istituzioni culturali comunitarie, farà da centro di formazione alla Scuola europea della sicurezza . «L'Accademia è entrata in partenariato con l'Accademia delle Scienze e delle Arti d'Europa, che l'ha riconosciuta come affiliata, arricchendosi anche di alcune regioni vicine», spiega il presidente Aniello Russo Spena, ordinario di Idraulica e decano dell'Università dell'Aquila nonché primo abruzzese nominato socio dell'Accademia nazionale delle Scienze: «Abbiamo ripreso un'iniziativa molto antica, che risale addirittura ai duchi di Acquaviva: all'inizio del Rinascimento, grazie a loro l' Abruzzo fu la prima regione a dotarsi di una tipografia». L'Accademia si avvia ad avere riconoscimenti a livello europeo che offriranno grandi opportunità. In tal senso il socio ordinario Marco Valenti, docente dell'Università dell'Aquila, ha annunciato che una delle sedi sarà l'osservatorio di Collurania (Teramo): «Un'altra sarà quella messa a disposizione dal Comune di Ascoli Piceno, che dovrebbe essere l'epicentro della struttura. Si punta a essere riferimento di una macroregione scientifica».

«I fondi dello Stato a disposizione di enti morali come l'Accademia delle Scienze stanno diminuendo sempre più, nonostante la diffusione della cultura scientifica sia importantissima per il nostro Paese, che oso definire scientificamente analfabeta», conclude la professoressa Chiancone, «di questa mancanza di cultura abbiamo avuto esempi notevoli, basta citare Stamina ma se ne potrebbero citare tanti altri».(cr.re.)