Compensi non dovuti: restituiteli
Condannati in sette del Centro estero delle Camere di commercio
PESCARA. «So di aver agito legittimamente, le sentenze si rispettano. Ad ogni modo mi opporrò fino alla fine». Il presidente della Camera di commercio di Pescara e del Centro estero dell’Abruzzo Daniele Becci commenta amaramente la sentenza della Corte dei conti dell’Aquila che lo ha condannato, insieme ad altri sei tra funzionari ed ex dirigenti e revisori dei conti dello stesso Centro estero, a pagare complessivamente 32mila euro (oltre agli interessi e alle spese legali) per una storia di compensi che i giudici hanno ritenuto non fossero dovuti.
Insieme a Becci, dovranno restituire 5.604 euro a testa al Centro estero delle Camere di commercio d’Abruzzo, Silvio Di Lorenzo, Giorgio Rainaldi e Giustino Di Carlantonio (nella loro rispettiva qualità di componenti del Consiglio camerale del Centro estero,all’epoca dei fatti), nonché 3.202 euro ciascuno Giovanni Barbetta, Bernardino Tabellioni e Stefano Ippoliti ( all’epoca presidente e componenti del collegio dei revisori del Centro).
I fatti fanno riferimento a una serie di delibere tra il 2011 e il 2013 con la quale il Centro estero d’Abruzzo erogò compensi per circa 32.000 euro al presidente Becci. La sentenza fa leva sulla violazione dell’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, (convertito dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122) col quale viene stabilito che “la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono contributi pubblici, nonché la titolarità di organi dei predetti enti è onorifica”.
Agli amministratori è stato contestato in particolare di aver dapprima sospeso cautelativamente l'erogazione dei compensi in questione per poiriattivarla dopo poco fino a sopprimerla definitivamente, ma senza avviare la procedura di recupero di quanto già pagato nel biennio.

