Con Abrex 500 imprese scambiano i loro prodotti

Cinque milioni di euro è il volume d’affari del circuito alternativo al credito D’Ottavio: «È bellissimo vedere come le aziende abbiano ripreso a investire»
PESCARA . Cinquecento iscritti, al 31 dicembre 2017, con un giro di affari, tra acquisti e vendite, di 5 milioni di euro.
Sono i numeri generati in Abruzzo da Abrex, il circuito di credito commerciale, giunto al suo terzo anno di vita, che offre alle imprese abruzzesi la possibilità di accedere a un mercato aggiuntivo, anche trovando nuovi clienti e fornitori. Attraverso il circuito è possibile pagare grazie a linee di credito senza costi, senza interessi, senza rating o valutazioni del Crif, il sistema che misura l'affidabilità delle imprese sugli investimenti. Una «moneta anticrisi» d’Abruzzo, nata a Vasto, e ora presente su tutto il territorio della provincia di Chieti e Pescara, ed in crescita anche a L’Aquila e Teramo. Abrex viene dall’esperienza di Sardex, sorta in Sardegna, nel 2010, mutuata in altre 12 regioni italiane, in cui le oltre 9 mila imprese iscritte si sono scambiate cento milioni di crediti nel 2017, all’interno di un’economia di prossimità basata sulla fiducia e sul mutuo sostegno. Ma con Abrex non si parla né di né una moneta alternativa, né di una forma di baratto classico: la formula è quella di una cosiddetta Social Innovation. Per capirci, se un ristorante deve fare un investimento, come ristrutturare o fare pubblicità, può chiedere, ad esempio, 10 mila euro al circuito Abrex. E dopo la verifica della Cna, la confederazione nazionale degli artigiani (una convenzione in proposito è stata stipulata l’anno scorso), sull'impossibilità del ristorante all'accesso al credito tradizionale, si valuta se l’impresa sia in grado di vendere 10 mila euro di pranzi e di cene in due anni. Se sì, a quel punto, scatta l’anticipo, e il ristorante, nel caso citato, potrà chiamare il pittore e comprare ciò che gli occorre. In questo modo, le aziende che sono intervenute hanno conquistato un nuovo cliente e il ristorante non ha acceso un finanziamento con interessi, ma venderà prodotti e incasserà euro, con clienti che prima non aveva, ma che sono stati forniti dal circuito Abrex. «Abbiamo sostenuto imprese che pensavano di chiudere e che oggi stanno rilanciando la loro azione grazie a investimenti realizzati con le linee di credito che il circuito ha concesso loro, così come abbiamo aiutato altrettante aziende che hanno conquistato nuovi clienti e nuove aree commerciali, utilizzando i nostri strumenti di marketing», ha sottolineato il direttore generale di Abrex, Sara Cicchelli. «Ora abbiamo superato abbondantemente la fase della diffidenza», ha aggiunto Cicchelli, «e le imprese ci conoscono e ci contattano per poter accedere ai nostri servizi». Per il presidente del cda del circuito Abrex, Angelo D’Ottavio, «è bellissimo vedere come le imprese di ogni settore abbiano ricominciato a fare investimenti in ambito turistico, nell’artigianato, nel sociale e in ambito culturale».

