«Con i vostri vini sono in debito di un premio»

Lo scrittore Ian D’Agata ha già decantato gli autoctoni: farò di tutto per farli apprezzare nel mondo
PESCARA. È considerato uno dei maggiori scrittori di vino del momento e, si può ben dire, ha l'Abruzzo nel cuore. Ian D'Agata ha visitato, degustato e raccontato tanto il mondo del vino abruzzese, come dimostra il suo fortunato volume "Native Wine Grapes of Italy" dove ha ampiamente illustrato vitigni, vini e produttori della nostra regione, un libro che gli è valso tra l'altro il premio di "Miglior Libro sul Vino", istituito dalla delegazione pescarese dell'Associazione Italiana Sommeliers e dal Comune di Pescara, che D'Agata ha ritirato lo scorso novembre durante la cerimonia di premiazione di Pescara Abruzzo Wine. Sarà anche grazie al suo studio sugli autoctoni italiani che D'Agata, già direttore scientifico di Vinitaly International Academy e consulente di Vinitaly International, ha raggiunto ultimamente due importanti traguardi.
È stato il primo italiano ad essere nominato per il "Louis Roederer International Wine Writers Awards" e soprattutto ad averlo vinto: un riconoscimento, conferito a Londra, considerato il Premio Oscar della comunicazione del vino, per la rilevanza internazionale, per il livello dei candidati selezionati da una giuria di esperti di altissimo livello e per l’importanza di coloro che lo hanno vinto nelle precedenti edizioni.
Ma c'è anche un altro primato che rende onore all'Italia e che vede protagonista Ian D'Agata. È il primo italiano nella storia della prestigiosa rivista a diventare uno degli editor di Decanter, il più importante mensile di vino al mondo.
A dicembre D’Agata passerà infatti a contributing editor del periodico britannico, unendosi così a luminari del wine writing mondiale.
D’Agata, intervistato dal Centro, non ha nascosto di essere rimasto sorpreso dalla nomina.
«Sinceramente tutto mi sarei aspettato tranne che a un italiano venisse riservato un onore simile», spiega D'Agata, «mi era stato fatto capire che erano molto contenti di me, ma un onore simile non lo immaginavo». Ian D'Agata ha accettato il nuovo incarico promettendo di raddoppiare gli sforzi per fare conoscere, capire ed apprezzare sempre di più i tanti meravigliosi vitigni, vini e territori che abbiamo in Italia. «E tra questi ultimi non mancheranno senz'altro quelli abruzzesi», rilancia Ian D'Agata, «molti dei quali sono ancora da raccontare e da far scoprire, in particolare ai consumatori di altri Paesi e a dimostrazione delle straordinarie potenzialità dell'Abruzzo».(cr.re.)
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