Concessioni davanti a una scelta: proroga o investimenti?

2 Marzo 2016

La Regione spinge sull’alternativa del doppio binario con la gara solo sui lidi liberi. E il 14 a Pescara 6mila imprese

PESCARA. Imprenditori della costa che possono perdere il lavoro di una vita dopo anni di sacrifici ed investimenti. Una situazione, quella attuale, che ha provocato una fase di stallo, caratterizzata dall'assenza di investimenti e occupazione e alla quale i balneatori dicono “no” anche dopo l’incontro avvenuto ieri a Marina di Carrara con il ministro Enrico Costa.

L’Abruzzo si candida a diventare guida di questa protesta convocando a Pescara per il 14 marzo circa 6mila imprese dell’Adriatico con l’obiettivo di dare una scossa alla politica e si faccia sentire in Europa contro la direttiva Bolkestein.

Una parola che semina il terrore dopo che l’avvocatura generale di Lussemburgo ha bocciato la proroga fino al 2020 rilasciata dall’Italia alle concessioni balneari e anticipando di fatto la sentenza Ue, attesa per aprile-maggio, a favore della direttiva che prevede che la spiagge vadano all’asta.

«Ci aspettavamo qualche impegno in più, ma il ministro Costa si è limitato a dirci che ha la delega da un mese e che presto aprirà un tavolo politico in vista di un riordino dei canoni demaniali», sbotta Riccardo Padovano, presidente della sezione abruzzese del Sib, il Sindacato italiano balneari di Confcommercio.

Di qui l’assemblea interregionale di Pescara organizzata per lunedì 14 dagli imprenditori del mare aderenti a Sib/Confcommercio e Fiba/Confesercenti di cinque regioni che si affacciano sull'Adriatico (Puglia, Emilia Romagna, Molise, Abruzzo e Marche). «Chiediamo che la questione sia posta al centro dell'agenda di governo e che il consiglio dei ministri approvi una legge certa in grado di tutelarci, visto che è in gioco il futuro di 30mila famiglie italiane», rimarca Giuseppe Susi, presidente regionale di Fiba-Confesercenti.

In attesa di conoscere le mosse del presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso – che a Marina di Carrara ha inviato il consigliere Luciano Monticelli per cercare un punto d'incontro con i titolari delle concessioni balneari – i sindacati hanno già ricevuto le prime adesioni alla manifestazione. «La segreteria del presidente della Puglia Michele Emiliano ci ha dato piena disponibilità», incalza Padovano, «così come il sindaco di San Michele al Tagliamento che, per Bibione, ha messo in piedi un protocollo d'intesa tra Regione Veneto, Comuni e stabilimenti balneari per costituire un'associazione temporanea d'imprese impegnata nella realizzazione di un sabbiodotto da 3 milioni di euro. In cambio di questa spesa gli imprenditori hanno ottenuto l'allungamento delle concessioni fino al 2035».

Un’alternativa (anche se non è detto che una cosa escluda l’altra) è la strada del “doppio binario”, che sembrano preferire altre Regioni, fra le quali lo stesso Abruzzo. Ieri Monticelli lo ha detto chiaramente: «Come rappresentante della Regione, accolgo con grande favore l'intervento del ministro Costa, ma al contempo sottolineo che ormai gli impegni non bastano più: il tempo stringe, e nella prossima riunione bisognerà elaborare una posizione comune soddisfacente per tutti. A mio parere, ci sono ampi spazi per trovarla sulla base del principio del doppio binario».

Che cosa vuol dire? Prevedere un periodo transitorio di 30 anni in cui vengono prorogate le concessioni esistenti e nel contempo mettere a gara le nuove concessioni sulle aree disponibili, pari, stando ai dati, al 50% delle spiagge italiane. In Abruzzo, ad esempio, su 140 chilometri di costa, solo 33 sono occupati. «Il periodo transitorio di 30 anni andrebbe utilizzato per continuare a verificare se, in base al diritto europeo, la direttiva Bolkestein sia inerente anche al comparto delle concessioni balneari italiane», spiega Cristiano Tomei della Fab-Cna, che aggiunge: «Servono verifiche per capire quale impostazione prevalga a livello politico». (y.f.e l.d.)

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