Concorso farmacie: chi l’ha visto?
Dopo due anni e mezzo altrove pubblicano le graduatorie mentre in Abruzzo è tutto fermo. I candidati: diteci perché
PESCARA. Era partito due anni e mezzo fa in Abruzzo, alla pari di tutte le altre regioni. Solo che da noi – e in altre sei regioni – si è fermato e dopo mesi di stop e di silenzio non si sa più neanche che fine abbia fatto. Risultato, circa duemila candidati-farmacisti sono tuttora in attesa e chiedono aiuto per cercare di capire che cosa devono fare.
Parliamo del concorso per le nuove farmacie, 85 sedi in Abruzzo, che continua ad accumulare ritardi mentre altrove stanno uscendo le graduatorie.
Malgrado in ballo siano investimenti e posti di lavoro, il concorso non trova la parola fine. Perché?
Eppure, dopo una serie di problemi nella scelta della commissione e dopo aver quindi sciolto i conflitti d’interesse in ballo, il concorso sembrava fosse sul punto di partorire i risultati. Fu il consigliere regionale Mauro Febbo (Fi) a sollevare il caso e a supporre che lo stop fosse dovuto all’inerzia di un dirigente del servizio Risorse umane della Regione che a sua volta non concedeva la proroga di tre contratti a tempo determinato in scadenza e legati alla procedura del concorso.
Ora sono gli stessi farmacisti a chiedere lumi sullo stato della procedura, anche per poter intraprendere «eventuali altre scelte»: «Non riusciamo a capire perché questo ennesimo blocco improvviso, perché chi si occupava della procedura ora non se ne occupa più e sembra anche sia stato mandato pure a casa (l’allusione è ai tre precari ndr) e perché a ridosso della pubblicazione della graduatoria è stato posto uno stop».
I farmacisti raccontano di aver provato a telefonare all'ufficio preposto e ad inviare e-mail. Senza successo: «Probabilmente», scrivono demoralizzati, «c'è la volontà di favorire ancora un volta i vecchi farmacisti a discapito di noi giovani? Sarebbe una storia antica che si ripropone».
I candidati si appellano all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e al suo direttore e in particolare a Federfarma e all'Ordine professionale dei farmacisti affinché facciano luce sulla questione. Dopo due anni e mezzo e 85 sedi che avrebbero potuto risolvere più di qualche problema di lavoro.(a.mo.)
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