«Confindustria Abruzzo cambi o è meglio commissariarla»

19 Luglio 2015

Ha fatto annullare l’elezione del presidente Ballone, ora Spinosa Pingue insiste: «L’associazione è bloccata e nel caos, c’è bisogno di una guida autorevole, altrimenti intervenga Roma»

PESCARA. Se Confindustria Abruzzo torna alle urne in largo anticipo per eleggere il suo presidente lo si deve a Fabio Spinosa Pingue, imprenditore sulmonese, ex presidente di Confindustria L’Aquila, autore del ricorso da cui è partito l’annullamento dell’elezione di Agostino Ballone. Il terzo ricorso in ordine di tempo, «tutti vinti in rigoroso silenzio».

Spinosa Pingue, c’è chi dice che lei un po’ “rosica” per essere stato tagliato fuori dai giochi per la nomina del presidente.

«Ma no, io non vivo di risentimenti. E non ho ambizioni Confindustriali. Di professione non faccio il presidente. Sono un imprenditore sul libero mercato al 100%, rischio tutti i giorni con i miei fratelli e collaboratori e sono pieno di progetti. Mi diverto e mi occupo molto anche della mia comunità abruzzese».

Ma questa Confindustria regionale le sta stretta.

«Sono un uomo confindustrialmente datato che ha dei valori per i quali combatte e perde anche preziose amicizie se sono messi in discussione. Ma certamente non sto in silenzio se vedo cose che non condivido. Se poi ci sono di mezzo atteggiamenti che ignorano il codice etico dei nostri valori allora divento feroce come l'orso marsicano».

Non ha molti alleati.

«In Confindustria Abruzzo mi sento come il bambino nella favola del Re è nudo… ho trovato il coraggio di denunciare un sistema deviato. Questo sistema confindustriale abruzzese non mi piace.

Perché?

«Il sistema abruzzese è impazzito. E’ bloccato. Non ha più gli anticorpi per rigenerarsi da solo. Abbiamo bisogno di una svolta. Questa è l’ora di intervenire, anche utilizzando armi non convenzionali. Tutti i valorosi imprenditori che hanno a cuore Confindustria trovino il coraggio. Anche utilizzando il voto, almeno questa volta è segreto. Poi non ci si lamenti se le aziende non si iscrivono o peggio si cancellano da Confindustria Abruzzo».

Lei si era autocandidato a ottobre.

«No, ad ottobre io non mi sono autocandidato. Mi ha chiesto la candidatura Teramo. Me lo ha chiesto il signor Ballone. Con tanto di firma».

Però non si è più candidato.

«Mi sono autoescluso perché non ero disponibile a fare il presidente a prescindere».

Così ha aperto la strada al presidente Ballone.

«Ma come può uno che ancora a settembre/ottobre era incandidabile perché presidente in un’altra organizzazione concorrente diventare candidabile a gennaio? A posteriori è chiaro perché mi hanno chiesto di candidarmi: serviva un nome semplicemente per scavalcare l’anno per permettere a qualcuno di riacquistare una “verginità”».

Ballone è un imprenditore di successo.

«Lui rappresenta un capitalismo associativo vecchio. Sa chi è il suo successore alla presidenza della Fiavet di Confcommercio dopo che lui si è dimesso nell’aprile 2014? Il fratello, che mi dicono un ottimo imprenditore».

Fa della dietrologia?

«Vorrei sapere se i membri di giunta che dovrebbero rivotarlo, con un iter ipervelocissimo, mai visto nella nostra storia, sanno queste cose».

Ballone fu eletto presidente per acclamazione e non per voto segreto. Questo è il motivo del suo ricorso. Ballone però era candidato unico, sarebbe stato eletto comunque.

«Questa vicenda non è solo formale come qualcuno cerca di rappresentarla. O di minimizzarla parlando di piccole vicende personali, di vendette e veleni. È molto di più. E’ in gioco il futuro della più grande e prestigiosa organizzazione degli imprenditori abruzzesi. In Confindustria Abruzzo c'è un deficit di etica. Oltre a regole calpestate. Non lo dico io; lo dicono gli atti, i verbali, i ricorsi vinti. Qui è in gioco la credibilità del sistema confindustriale abruzzese. Ma Roma sta seguendo da vicino in maniera esemplare questa triste vicenda…».

Lei se la prende in particolare con i probiviri e con il direttore regionale.

«Dove ci presentiamo con quattro dei cinque probiviri (che per statuto devono garantire il rigoroso rispetto delle regole ed essere persone al di sopra di ogni sospetto) che hanno scritto financo contro il diritto societario? Stanno ancora li. Immobili. Poi c’è il direttore regionale, che come risulta dal carteggio tra Roma e l'ex presidente Ballone avrebbe assicurato che l’elezione sarebbe avvenuta a scrutinio segreto».

E dunque?

«Confindustria Abruzzo in questo momento, visto lo straordinario caos che si è creato, ha forte bisogno di un uomo autorevole e di grande spessore morale, che non taglia con l’accetta ma sa mettere insieme e sa fare squadra. Altrimenti meglio il commissariamento da Roma».

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