Confindustria e Fi: no al parco

Ballone: «Danno economico», Di Stefano: «Comuni non coinvolti»
PESCARA.
«L’istituzione del Parco della Costa Teatina con la sua attuale perimetrazione è un gravissimo danno per l’economia e la stessa immagine dell’Abruzzo». Lo dice il presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone, alla vigilia della conferenza ministeriale di giovedì. «In realtà» ha evidenziato il Presidente regionale degli Imprenditori «si sta discutendo di un territorio già fortemente antropizzato su cui insistono importanti e consistenti attività imprenditoriali nonché importanti snodi infrastrutturali». Un parco sarebbe dunque «un controsenso volto solo a danneggiare attività imprenditoriali già operanti e nuovi investimenti. Su tale materia Confindustria è già intervenuta in più sedi e occasioni e attiverà ancora ogni iniziativa necessaria volta a tutelare gli interessi non solo delle imprese locali ma anche degli stessi territori e popolazioni interessate che sicuramente, stante la situazione sopra rappresentata, non possono avere nel turismo prospettive di crescita e sviluppo sociale e occupazionale».
Contro la perimetrazione si è espressa ieri anche Forza Italia nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato con il deputato Fabrizio Di Stefano, i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, il sindaco di Villalfonsina Mimmo Budano e i consiglieri comunali di Vasto e Torino di Sangro Antonio Monteodorisio e Nino Di Fonzo. Per Forza Italia la perimetrazione sarebbe stata decisa dall’alto senza coinvolgere gli enti locali. A proposito del tavolo di giovedì, Di Stefano ha sototlineato che si svolgerà senza i rappresentanti delle amministrazioni comunali e provinciali: «Evidentemente», ha aggiunto, «non si vuole ascoltare il territorio». Il deputato ha anche detto di «essere pronto a presentare un esposto alla magistratura per verificare se dietro la perimetrazione a pettine ci sia un qualche interesse di qualcuno che possa trarre vantaggio dall’aumento del valore dei terreni ricadenti sui confini».
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