Confindustria si divide sul progetto di fusione

Chieti e Pescara premono sulla giunta, Teramo e L’Aquila frenano Spinosa Pingue presenta la sua candidatura alla presidenza regionale
PESCARA. Se fusione dovrà essere, sarà combattuta e molto sofferta. Ieri la giunta di Confindustria Abruzzo ha confermato le divisioni interne all’associazione sul progetto di accorpamento delle quattro territoriali. Da un lato le Confindustrie di Chieti e Pescara che spingono per una veloce integrazione, dall’altro Teramo e L’Aquila che sostengono una fusione-ponte Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo per arrivare solo in un secondo momento alla Confindustria unica regionale. Ieri le territoriali di Chieti e Pescara hanno provato a forzare le tappe presentando un progetto di fusione da realizzare al massimo in un paio d’anni. Il documento è stato approvato dalla maggioranza dei componenti della giunta, ma, mancando i voti di Teramo e L’Aquila, in misura non sufficiente per arrivare al 70% dei consensi necessari per cambiare una norma dello statuto.
In questo clima si è tentato anche di tornare indietro sulla decisione di aprire una sede operativa di Confindustria Abruzzo a Pescara, da ospitare a titolo gratuito nella sede pescarese di via Raiale, un provvedimento chiesto da Chieti-Pescara e approvato con l’astensione di teramani e aquilani. Nel frattempo a dicembre Chieti e Pescara porteranno a compimento la loro fusione, mentre Teramo e L’Aquila, pur avendola annunciata e scelto il nome dell’associazione (Confindustria Gran Sasso) restano ferme sui proponimenti iniziali.
Questa tormentata vicenda si intreccia con quella della elezione del nuovo presidente regionale in sostituzione di Mauro Angelucci il cui mandato è in scadenza. Al momento sul tavolo sembra esserci solo la candidatura del presidente degli industriali dell’Aquila Fabio Spinosa Pingue, in rappresentanza della “Gran Sasso”, dopo che Confindustria nazionale ha dichiarato incompatibile la candidatura del teramano Agostino Ballone, titolare della Baltour, perché in precedenza ha ricoperto cariche dirigenziali in un’associazione concorrente.
Per Chieti e Pescara si era detto disponibile Paolo Primavera, ma il presidente della territoriale di Chieti ha subordinato la sua candidatura all’avvio rapido, e con tempi di esecuzione certi, delle fusione delle Confindustrie territoriali. Una condizione che oggi nessuno può garantirgli. Le divisioni in Confindustria Abruzzo preoccupano molti associati, convinti che solo una Confindustria unica e unita possa ridare slancio a un’ssociazione che appare povera di risorse finanziarie e umane. Senza considerare che tra gli scenari che si ipotizzano, quello peggiore prevede l’arroccamento delle due fazioni confindustriali, tra i cui esiti potrebbe esserci anche il blocco dei trasferimenti delle quote degli iscritti dalle territoriali alla struttura regionale.
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