Consorzi Asi Il governo censura la riforma

9 Giugno 2014

PESCARA. Andrà in parte riscritta la legge di riforma dei Consorzi industriali se la Corte costituzionale darà ragione all’impugnativa del governo che censura due articoli della riforma. Il primo...

PESCARA. Andrà in parte riscritta la legge di riforma dei Consorzi industriali se la Corte costituzionale darà ragione all’impugnativa del governo che censura due articoli della riforma. Il primo riguarda le tariffe dell’acqua che, secondo la legge regionale viene stabilita dalla Giunta regionale. «Tale previsione», dice il governo, «viola la competenza esclusiva dello Stato nella materia relativa alla determinazione delle tariffe per i servizi». Secondo il governo la Corte costituzionale «ha chiarito che le regioni, stante il vigente riparto costituzionale di competenze legislative, non possono legiferare in materia di determinazione delle tariffe per i servizi idrici», poiché «la determinazione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell'acqua è ascrivibile alla materia della “tutela dell'ambiente” e a quella della “tutela della concorrenza"”, ambedue di competenza legislativa esclusiva dello Stato».

L’altra questione riguarda quella parte della legge che stabilisce che «le infrastrutture idriche (acquedotti e reti) e fognarie (sia delle acque bianche, sia delle acque nere), nonché gli impianti di depurazione, realizzati dai Consorzi per le aree di sviluppo industriale (consorzi Asi) restano di proprietà dell'Arap (Agenzia Regionale delle aree produttive istituita dalla L.r. Abruzzo 23/2011, costituita dalla fusione dei Consorzi medesimi e a cui la citata legge regionale ha attribuito le relative funzioni). La disposizione in argomento», dice il governo, «appare in contrasto con quanto stabilito dalla normativa nazionale in materia di servizio idrico integrato». Infatti gli impianti andrebbero trasferiti agli Ato.