Consorzio Chieti-Pescara debiti a quota 33 milioni

16 Marzo 2016

Fatta chiarezza sui conti del nucleo industriale. Preoccupa il mancato pagamento degli espropri per l’asse attrezzato: terreni e asse possono tornare ai privati

PESCARA. Il Consorzio Industriale Chieti-Pescara ha debiti per 33 milioni di euro. Di questi, 18 milioni 800 mila fanno riferimento al valore degli espropri non pagati. I debiti verso i fornitori ammontano a 11 milioni, quelli tributari a un milione 288 mila e quelli verso gli istituti di previdenza a 872 mila. E’ il risultato della ricognizione sulla situazione economica del consorzio fatta dai commissari liquidatori. «È stata fatta, finalmente, piena luce sulla situazione dei conti», ha detto ieri Camillo D’Alessandro in un incontro con il collegio dei liquidatori dell'ente, a cui hanno partecipato l'ex presidente Antonio Sutti (in carica fino allo scorso febbraio), l'attuale presidente Nicola D'Ippolito e i componenti Antonio Innaurato e Alberto Paone. «Si è avviato anche il percorso con l'Anas», ha continuato D’Alessandro, «per trovare una soluzione alla vicenda, che si trascina dagli anni Settanta, dei mancati pagamenti degli espropri ai proprietari dei terreni su cui è stato realizzato l'Asse Attrezzato». La situazione fotografata dal collegio vede, oltre ai 33 milioni di debiti, un attivo contabile pari a 5 milioni e 268 mila euro, rappresentato da terreni (2 milioni 625 mila euro) e crediti (2 milioni 177 mila euro). Il valore prudenziale di realizzo, però, si attesta a un milione e 340 mila euro. «Nella voce degli espropri» ha spiegato D'Alessandro «la metà riguarda gli indennizzi per i terreni su cui è stato costruito l'Asse Attrezzato, che sono al centro di una serie di contenziosi tra i proprietari e il Consorzio. Dall'Anas, però, abbiamo avuto la disponibilità ad aprire un confronto e scongiurare, così, il rischio di retrocessione delle aree agli stessi proprietari, che porterebbe alla chiusura della struttura viaria più importante dell'area Chieti-Pescara».

Gli interventi messi in atto dal collegio presieduto da Sutti, in nove mesi di lavoro, hanno riguardato anche i contratti del personale (che passerà all'Arap), il censimento delle 502 aziende presenti nell’area, fino ad arrivare all'inventario di tutti i beni mobili e immobili dell'ente. Con la ricostruzione della situazione contabile, ora sarà possibile conferire tutte le infrastrutture delle zone industriali del Consorzio all'Arap, l'agenzia regionale delle attività produttive, da cui l'ente era rimasto escluso in una prima fase per l'eccessiva situazione debitoria. «Conclusa questa operazione trasparenza - ha concluso D'Alessandro - e salvaguardate le infrastrutture, ci potremo dedicare a completare la liquidazione del Consorzio, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente».