Consorzio di tutela scintille sul vice

30 Aprile 2016

Di Campli (Citra) sarà presidente al posto di Tonino Verna Ma tra i privati c’è maretta sul nome di Marcello Zaccagnini

PESCARA. Saluti e ringraziamenti come da copione, ma anche molte discussioni all'assemblea dei soci del Consorzio di Tutela dei Vini d'Abruzzo, riunita ieri nella sede di Villanova di Cepagatti per l'elezione del nuovo Consiglio d'amministrazione chiamato poi ad eleggere i vertici del consorzio.

Dopo la presidenza di Tonino Verna si apre un nuovo scenario che vedrà sedere sulla poltrona apicale, secondo manifeste intese interne, Valentino Di Campli, 48 anni, appena rieletto per il terzo mandato di presidente dai soci della cooperativa Codice Citra, colosso vitivinicolo regionale, e in attesa della prima convocazione del cda del Consorzio per l'elezione del presidente.

Tutto liscio insomma, anche se qualche battuta frizzante è stata scambiata tra i tanti produttori presenti in relazione alla nomina dei vicepresidenti.

Due, uno in rappresentanza del mondo cooperativo ed uno in rappresentanza del mondo privato dell'universo del vino abruzzese, come da prassi.

Per i privati, fino ad oggi, la vicepresidenza è stata tenuta da Enrico Marramiero, che ha salutato l'assemblea insieme all'ex presidente Verna augurando buon lavoro al nuovo cda. Al suo posto, per ricoprire quella poltrona, dovrebbe arrivare secondo indiscrezioni Alessandro Nicodemi, attuale presidente del Consorzio di Tutela Colline Teramane Docg (appoggiato dai piccoli produttori), ma l'altro nome papabile pronunciato nell'ambito della riunione di ieri (e caldeggiato tra gli altri da Pasetti e Marramiero) è quello di Marcello Zaccagnini.

Durante l'assemblea è emerso così il nuovo cda, composto da 15 membri: oltre a Di Campli, Zaccagnini e Nicodemi, sono stati eletti Rocco Pasetti, Rocco Cipollone, Valentina Di Camillo, Luigi Cataldi Madonna, Francesco Labrozzi, Pantaleone Verna, Carlo De Iure, Giovanni Ciotti, Alessio Ciffolilli, Antonio Marascia, Rocco Di Felice e Luciano Di Labio.

Il prossimo passo è la convocazione del primo consiglio d'amministrazione, che il consigliere anziano Rocco Pasetti ha convocato per mercoledì prossimo, consiglio da cui usciranno i nomi del presidente e dei vicepresidenti.

La linea, secondo alcuni vignaioli abruzzesi, dovrebbe essere quella di una rappresentanza eterogenea, di conseguenza l'incarico di una delle due vicepresidenze, appannaggio di un rappresentante dei privati, dovrebbe essere ricoperto da un nome in grado di dar voce e di caldeggiare gli interessi dei piccoli produttori. Specialmente in un periodo delicato per il futuro del vino abruzzese, che vede imbottigliare 7 bottiglie su 10 della doc Montepulciano d'Abruzzo fuori regione, con ricadute di mercato tutt'altro che positive per i vignaioli meno forti.

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