Contributi volontari laurea, conviventi... L’esperto risponde

7 Luglio 2016

Calcolo della pensione, assegni familiari, reversibilità residenti all’estero, i quesiti dei lettori a Felice Silvestri

Pubblichiamo alcuni quesiti sulle pensioni inviati all’esperto Felice Silvestri.

CONTRIBUTI VOLONTARI/1

Sono una lavoratrice che al 31 dicembre 1995 non aveva maturato i 18 anni di servizio: ne avevo circa sedici e mezzo, il mio calcolo pensionistico col contributivo partirebbe quindi dal 1995 anziché dal 2011, per ovviare a questo potrei coprire i due anni di versamenti non effettuati tra l'anno '86 e '88 poiché in quel periodo non lavoravo, con contributi volontari?

Non è possibile regolarizzare i periodi degli anni 1986 e 1988 con i versamenti volontari, tenuto conto che la normativa vigente consente di comprendere nei versamenti volontari solo un periodo anteriore fino a 6 mesi rispetto alla data della domanda.

RISCATTO DELLA LAUREA

Sono nato nel 1963, lavoro da gennaio 1989, nel 2018 faccio 30 anni di contributi. Non ho fatto il riscatto della laurea, può servire farlo per poter andare in pensione prima?

Riscattando i 4 anni del corso legale della laurea sarà possibile andare in pensione anticipata circa 3 anni prima rispetto al pensionamento di vecchiaia, cioè nell'anno 2028 rispetto all'anno 2031.

CALCOLO DELLA PENSIONE

Vorrei sapere se alla data del pensionamento (gennaio 2024) l'importo della pensione sarà di meno o uguale all'ultimo stipendio percepito da lavoratore. Ciò mi è necessario per valutare se stipulare una eventuale pensione integrativa.

Dai dati forniti si rileva che il calcolo della pensione sarà effettuato con il sistema retributivo fino all'anno 1995 e con quello contributivo dall'anno 1996 in poi. Ne deriva, pertanto, che l'importo della pensione sarà nettamente inferiore all'ultimo stipendio percepito.

SETTORE PUBBLICO

LIMITI A RESTARE AL LAVORO

Sono nato nel 1953, e dal 1976 sono dipendente di un ente locale (comune) e i primi mesi del 2017, maturerò, grazie ai contributi esteri, circa 42 anni e 10 mesi. La mia amministrazione potrà mettermi in pensione d'ufficio? Potrò restare a lavoro? E se sì fino a quando?

Circa la possibilità di rimanere al lavoro una volta raggiunti i requisiti pensionistici, nel settore pubblico è da tener conto dei limiti stabiliti dalle norme regolamentari e contrattuali.

CONTRIBUTI VOLONTARI/2

Sono nato il 4 luglio 1962 ed ho cominciato a lavorare appena compiuto i 14 anni nel luglio 1976, ho sempre lavorato fino al 5 maggio del 2015, cioè fino alla chiusura dell'azienda in cui lavoravo, e da quella data sono in disoccupazione NASPI fino alla prima settimana di Ottobre di quest'anno 2016. A parte sei mesi circa di contributi mancanti di molti anni addietro, il resto ci sono tutti fino a maggio 2015, dopo proseguono quelli figurativi che l'INPS mi sta accreditando. Voglio chiederle se una volta finita la NASPI posso versare i contributi volontari mancanti (4 anni circa) per poter andare in pensione anticipata.

I versamenti volontari sono validi ai fini dell’incremento dell’anzianità contributiva per il diritto a pensione.

RITORNO DALL’ESTERO

E ASSEGNO SOCIALE

Abito in Venezuela e ho la doppia cittadinanza venezuelana e italiana, sono nata il 7/11/1958, visto la situazione del paese sarebbe mia intenzione tornare in Italia, è possibile ricevere l'assegno sociale dall'Inps se io mi trasferisco in Italia?

L’assegno sociale è riservato ai cittadini italiani ed agli equiparati residenti in Italia che compiono 65 anni più gli scatti per l’aspettativa di vita e che non superano i limiti di reddito previsto dalla legge. Per l’anno 2016 tale limite è fissato nella misura di 5824,91 euro.

Se il reddito è pari a zero l’assegno sociale compete in misura intera mentre se il reddito risulta inferiore al limite previsto, l’assegno compete in misura ridotta. Sono equiparati ai cittadini italiani: i cittadini di S. Marino residenti abitualmente in Italia; gli stranieri (o apolidi) ai quali è stata riconosciuta la qualifica di “rifugiato politico”; i detenuti; gli extracomunitari titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornamenti di lungo periodo.

REVERSIBILITÀ A CONVIVENTE.

Sono un dipendente pubblico di 57 anni e dall'anno 2007 convivo con una donna di 48 anni. Gradirei essere informato se in caso di mio decesso la mia compagna può beneficiare della pensione di reversibilità.

La risposta è negativa. Secondo la nostra legislazione la pensione ai superstiti spetta: al coniuge unito dal vincolo del matrimonio; al coniuge legalmente separato, titolare di assegno di mantenimento in caso di separazione a lui addebitabile; all'ex coniuge divorziato titolare di assegno divorziale.

SCADENZA CONTRIBUTI

PER COLF DIMISSIONARIA

Quale è il termine di scadenza per il pagamento all'Inps dei contributi dovuti per una colf che si è dimessa dal lavoro?

In caso di cessazione del rapporto di lavoro di una colf per licenziamento o per dimissioni, i contributi dovuti all'Inps devono essere versati entro 10 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro.

ASSEGNI FAMILIARI

Ho 34 anni di età e dal corrente mese di giugno, dopo circa cinque anni di attività di autonomo, sono un lavoratore dipendente nel settore commercio. Poiché sono coniugato ed ho un figlio di due anni, gradirei essere informato sull'assegno per il nucleo familiare.

L'assegno per il nucleo familiare è una prestazione economica istituita per aiutare i nuclei familiari d. ei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, composti da più persone con redditi al di sotto delle fasce reddituali stabilite annualmente dalla legge. Tale assegno spetta anche ai lavoratori con contratto di part-time. Il reddito, costituito da quello del richiedente di tutte le persone che compongono il nucleo familiare (compresi i figli maggiorenni, se inabili) da prendere in considerazione è quello prodotto nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno ed ha valore fino al 30 giugno dell'anno successivo.

Nel comparto del reddito familiare sono esclusi i redditi derivanti da trattamenti di fine rapporto, lo stesso assegno familiare, le rendite vitalizie erogate dall'Inail, le pensioni di guerra e le indennità di accompagnamento per gli invalidi, le indennità ai ciechi parziali, ai sordomuti ed ai minori ed invalidi civili, nonché le pensioni tabellari dei militari di leva colpiti da infortunio. Anche se il reddito familiare rientra nei limiti di legge l'assegno spetta a condizioni che risulti composto per almeno il 70% da entrate derivanti da lavoro dipendente, da pensione, o da altre prestazioni conseguenti ad attività lavorativa dipendente (integrazioni salariali, disoccupazione, ecc.).

In caso di part-time, ai lavoratori l'assegno è riconosciuto in modo diverso, in relazione al numero delle ore lavorate nel corso della settimana. In presenza di un orario lavorativo settimanale di almeno 24 ore l'assegno spetta in misura intera per sei giorni alla settimana, compreso il sabato se viene effettuata la settimana corta.