«Contro Del Turco elementi contraddittori»

7 Aprile 2016

PESCARA. Carenze, contraddittorietà e illogicità della motivazione: sono i punti cardine del ricorso in Cassazione presentato dall'avvocato Giandomenico Caiazza per chiedere di annullare la condanna...

PESCARA. Carenze, contraddittorietà e illogicità della motivazione: sono i punti cardine del ricorso in Cassazione presentato dall'avvocato Giandomenico Caiazza per chiedere di annullare la condanna a 4 anni e due mesi per associazione per delinquere e induzione indebita, emessa dalla Corte d'Appello dell'Aquila a carico dell'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, nell'ambito della vicenda sulle presunte tangenti nel mondo della Sanità.

L'ex governatore, condannato dai giudici di Pescara a 9 anni e 6 mesi, in appello è stato riconosciuto colpevole in sei dei 18 capi di imputazione. Il grande accusatore, Vincenzo Angelini, ex titolare della clinica Villa Pini, ha invece incassato l'assoluzione a fronte dei 3 anni e sei mesi inflitti in primo grado.

I giudici aquilani hanno puntato sulla credibilità di Angelini, ma secondo Caiazza «le emergenze probatorie danno conto, in definitiva, della denunciata incomponibilità logica non solo con riguardo a singoli episodi delittuosi narrati dell'Angelini, ma con l'intera sua propalazione, così radicalmente e ripetutamente sconfessata nei suoi assunti strutturali». Relativamente alla tangente da 200mila euro legata all'episodio delle mele, Caiazza obietta che le dichiarazioni dell'ex autista e dell'ex segretaria di Angelini «così come le fotografie asseritamente risalenti al 2 novembre 2007 non costituiscono affatto riscontro estrinseco alla narrazione di Angelini, nè tantomeno prove “oculari” della dazione».

Hanno fatto ricorso anche l'ex consigliere regionale Camillo Cesarone, l'ex segretario della Presidenza Lamberto Quarta, gli ex assessori Bernardo Mazzocca e Antonio Boschetti, l'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga, e Angelo Bucciarelli. (m.v.)

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