Cooperative edilizie, calano gli addetti

25 Aprile 2019

Il dato della Uecoop Abruzzo si riferisce al 2018. Ma le compravendite delle case salgono del 5,4%

PESCARA . Sono diminuiti del 12,9% in un anno gli addetti delle cooperative abruzzesi che operano nel settore edile. Un dato in controtendenza, rispetto al valore delle compravendite di immobili residenziali che invece ha fatto registrare un aumento del 5,4%. È quanto emerge da una analisi di Uecoop Abruzzo, l’Unione europea delle cooperative, su dati della Camera di Commercio di Teramo in occasione della pubblicazione da parte dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate dei dati sulle compravendite di immobili residenziali per l’anno 2018. «Nonostante il mercato immobiliare residenziale abbia fatto registrare una certa vivacità», evidenzia Uecoop, «con dati regionali comunque al disotto della media nazionale (l’aumento delle compravendite a livello nazionale è stato del 6,5%), il settore del mattone continua a pagare in termini di cooperative attive e di addetti». Le compravendite di immobili residenziali nella provincia di Teramo sono aumentate del 9% (da 2.454 nel 2017 a 2.674 nel 2018), ma le cooperative edili teramane sono diminuite del 3,3% con una perdita occupazionale del 18,3% (da 241 addetti nel 2017 a 197 nel 2018). La tendenza non cambia nelle altre province: gli occupati a Pescara scendono del 12,4%, a L’Aquila del 10,5% e a Chieti 10,4%. «La ferita occupazione nell’edilizia purtroppo non si è ancora rimarginata», sottolinea Uecoop, «visto che a oggi in Italia ci sono 826 mila addetti contro gli oltre 1,2 milioni del 2008, un trend che ha portato anche alla chiusura di quasi 4 mila realtà cooperative dell’edilizia a livello nazionale. Per questo è strategico intervenire con misure che facciamo ripartire in modo deciso il comparto delle costruzioni favorendo il recupero strutturale e ambientale degli edifici esistenti oltre a spingere verso la realizzazione di nuove abitazioni di qualità che rispettando i più alti standard strutturali ed energetici conservino al meglio quel valore di investimento che da sempre gli italiani affidano al mattone. Il patrimonio immobiliare nazionale», conclude Uecoop, «è caratterizzato da un alto grado di obsolescenza che rende necessario un grande piano di ristrutturazioni anche a livello antisismico in grado di rilanciare al tempo stesso un settore delle costruzioni in cui la ripresa è ancora troppo lenta».