Corneli accusa l’Ater-Aquila «Rifiuta l’Industria 4.0»

PESCARA. «Nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0, su cui tanto stanno investendo il governo nazionale e regionale per portare il nostro paese a colmare il gap di competitività rispetto al...
PESCARA. «Nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0, su cui tanto stanno investendo il governo nazionale e regionale per portare il nostro paese a colmare il gap di competitività rispetto al resto del mondo, le Ater di Chieti, Teramo e Pescara iniziano un percorso formativo completamente innovativo, nel segno della modernizzazione e dello sviluppo tecnologico interamente gratuito e finanziato da Fondirigenti, l’ente di formazione dei dirigenti delle aziende industriali e di servizi». A parlare è il presidente di Federmanager Abruzzo, Florio Corneli, che illustra una delle novità più significative messe in cantiere dall’associazione di rappresentanza sindacale e sociale, punto di riferimento e aggregazione del mondo delle alte professionalità operanti nelle imprese. L’obiettivo è quello di diffondere in Abruzzo la quarta rivoluzione industriale, l’Industria 4.0, non solo nel mondo delle imprese ma anche negli enti pubblici. Parliamo di automazione industriale che integra nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, aumentare la produttività e soprattutto le interconnessioni. «L’industria 4.0 necessita di competenze qualificate e di uno sviluppo di managerialità», continua Corneli, «uno sviluppo a cui sono molto attente sia le associazioni datoriali che dei lavoratori, operando in una logica di neutralità tecnologica ed intervenendo con azioni orizzontali, che abbracciano tutti i settori aziendali. È una rivoluzione industriale che riguarda tutti, nessuno escluso, che investe in primis il vertice aziendale», prosegue il presidente di Federmanager. Ma in Abruzzo Corneli ha incontrato un ostacolo: «Duole, purtroppo, constatare atteggiamenti di chiusura rispetto al nuovo che avanza da parte dell’amministratore Unico dell’Ater dell’Aquila, l’avvocato Francesca Aloisi, che ha rifiutato, ignorandone anche il ruolo istituzionale, qualsiasi confronto con Federmanager che a visto cadere nel vuoto i ripetuti inviti ad una verifica congiunta. Come Federmanager», afferma quindi Corneli, «non possiamo non essere preoccupati da simili atteggiamenti e solleciteremo un incontro su temi diversi e più ampi per i comprendere quali sono gli indirizzi politici ed i metodi gestionali di questa azienda che controlla ed amministra tanti soldi pubblici e, soprattutto, del perché si rifiuti al confronto con un’associazione che rappresenta istituzionalmente il management dell’azienda».

