Corte dei conti, indagine sui centri per l’impiego

30 Marzo 2019

La sezione abruzzese ha avviato una ricognizione delle strutture regionali in vista anche delle nuove competenze derivanti dal Reddito di cittadinanza  

PESCARA . Un’indagine a tutto campo per valutare l’efficienza dei Centri regionali per l’impiego, nel garantire la loro effettiva capacità a dare risposte sia alle persone che cercano lavoro, sia alle imprese in cerca di personale.
È quella avviata dalla sezione di controllo della Corte dei conti d’Abruzzo, dopo una sollecitazione in tal senso dalle Sezioni riunite della magistratura contabile, che hanno sottolineato la necessità di questa verifica a livello nazionale, soprattutto in vista delle novità legate all’entrata in vigore del reddito di cittadinanza e ai nuovi compiti che i Centri per l’impiego sono chiamati a svolgere. Il giudice contabile incaricato di portare a termine l’indagine è Giovanni Guida, primo referendario. «Appare necessario», si legge nella delibera approvata il 7 marzo, a firma del presidente facente funzioni, Andrea Baldanza, «avviare una specifica indagine preliminare sulla gestione dei Centri regionali al fine di raccogliere elementi utili, per quanto riguarda la Regione Abruzzo, a mettere in evidenza la riorganizzazione che tali Centri hanno avuto a seguito delle recenti riforme normative, con particolare rilievo al quadro normativo e attuativo regionale di riferimento».
La novità alle quali si fa riferimento sono legate, innanzitutto, alla legge 54 del 2014, che tra le altre cose ha “ridisegnato” le Province trasformandole in enti territoriali di area vasta. Come tali, hanno perso una serie di funzioni, trasferite alle Regioni, mantenendone altre. Tra le competenze trasferite quelle delle politiche attive del lavoro, e così i 15 Centri abruzzesi per l’impiego a far data dal primo gennaio del 2017 sono passati sotto la gestione della Regione. Oggi a destare la preoccupazione dei sindacati è la dotazione organica del tutto insufficiente a far fronte alla mole di lavoro che gli uffici si ritroveranno a dover gestire con le nuove funzioni legate all’entrata in vigore del Reddito di cittadinanza.
Solo un paio di mesi fa la Cgil ha sollecitato la Regione a procedere al più presto a una ricognizione del personale e all’individuazione di un dirigente “dedicato”che possa occuparsi della questione, oltre alla stabilizzazione dei precari e all’assunzione di nuovo personale. La Cgil ha chiesto l’immediata attivazione di un tavolo tecnico regionale, anche alla luce delle previsioni normative in base alle quali le Regioni e l’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro), potranno disporre di risorse per implementare i servizi dei Centri per l’impiego attraverso l’adeguamento della pianta organica.
Anche l’indagine preliminare della Corte dei conti si soffermerà «sui profili organizzativi di tali strutture, sul personale agli stessi assegnati e il relativo costo, sul rapporto pubblico-privato in relazione all’accreditamento ai servizi per il lavoro, sullo stato di implementazione di adeguati sistemi informativi, sul raggiungimento degli standard di servizio previsti a livello nazionale e sul corretto utilizzo delle risorse, anche di origine comunitaria, destinate ai servizi per l’impiego».
Nel programma di attività del 2019, la sezione abruzzese di controllo della Corte dei conti, oltre ai Centri per l’impiego, ha previsto la possibilità di avviare indagini anche su alcuni organismi partecipati regionali.
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