Corvi e appalti, indagine interna dopo un esposto anonimo

13 Novembre 2015

PESCARA. C’è un “corvo” all’interno della Regione? E’ possibile che le gare finanziate con i fondi Fas siano truccate e pilotate e che esista un albo regionale di ingegneri compiacenti al quale gli...

PESCARA. C’è un “corvo” all’interno della Regione? E’ possibile che le gare finanziate con i fondi Fas siano truccate e pilotate e che esista un albo regionale di ingegneri compiacenti al quale gli enti appaltanti dei lavori pubblici siano costretti ad attingere per la costituzione delle commissioni aggiudicatrici? Tutto questo vuole sapere il governatore Luciano D’Alfonso al termine dell’indagine interna avviata dopo che il capogruppo pd Sandro Mariani gli ha rigirato una lettera anonima intestata anche al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al procuratore capo dell’Aquila, al presidente Anac Raffaele Cantone, ai presidenti delle Province, al ministro della Giustizia, agli enti gestori e ai sindaci di Ovindoli e Castel di Sangro.

Un esposto come tanti che però stavolta il governatore non ha lasciato cadere, ma al quale ha fatto seguire l’indagine interna sia per escludere ogni sospetto sia per «cautelarsi» – fanno sapere dal Palazzo – a maggior ragione nel momento in cui i contenuti sono stati resi pubblici.

Il riferimento è al blog “maperò” della giornalista ex Messaggero Lilli Mandara nel quale sono stati pubblicati sia starlci della segnalazione anonima sia la lettera con la quale D’Alfonso chiede ai dirigenti del dipartimento Opere pubbliche – diretto da Emidio Primavera – di comunicargli che cosa c’è di vero, l’elenco delle gare e quali sono state aggiudicate a una determinata impresa. Un’azienda dell’Alto Sangro che l’autore dell’esposto indica come titolare di parecchi appalti.

Chi viene poi indicato come “corvo” è il collaboratore di D’Alfonso, Claudio Ruffini: avrebbe comunicato i nomi dei commissari compiacenti? Lui, non ci ride sopra: «Sono tranquillo perché non so che cosa voglia dire l’autore della lettera. Se avesse le prove, tuttavia, sarebbe giusto che si rivolgesse direttamente alla Procura». E’ quello che ha detto che farà D’Alfonso alla fine dell’indagine interna. Anche per scacciare i “fantasmi anonimi”.