«Così si azzerano gli enti spreconi»

4 Novembre 2016

L’avvocato Della Rocca: sentenza pilota in Italia, opportunità per ridurre i buchi

PESCARA. Da tre anni, l’Aca è il suo pensiero ricorrente: se Enzo Di Baldassarre, ex amministratore unico dell’Aca e legale esperto di diritto amministrativo, è la mente del concordato, l’avvocato Sergio Della Rocca, ne è il braccio. Il legale conosce ogni dettaglio della vicenda.

Avvocato Della Rocca, la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila crea un precedente pericoloso?

«La Corte d’Appello si è pronunciata per la prima volta in Italia sull’applicabilità del testo unico Madia, entrato in vigore il 23 settembre 2016, alle società pubbliche in house providing e, in particolare, ha affermato l’assoggettabilità di tali società alle procedure fallimentari. In tal senso, questa sentenza apre una strada importante per la soluzione delle crisi economiche delle tante società pubbliche italiane gravate da debiti annosi».

Ma a rimetterci alla fine non sono le imprese?

«Questo tipo di soluzione non va a mettere le mani in tasca ai Comuni e ai cittadini. Finora, nei carrozzoni pubblici, gli unici a rimetterci sono stati i cittadini. Ma bisogna considerare che, con il concordato, i creditori privilegiati sono pagati al 100%, mentre i chirografari, quindi anche gli imprenditori, al 60, una percentuale più che dignitosa in base alle cifre tradizionali dei concordati».

Insomma, è un’opportunità per salvaguardare i creditori e ristrutturare gli enti?

«È un punto di partenza per azzerare i vecchi carrozzoni pubblici e ripartire con gestioni manageriali e senza sprechi: gli enti pubblici devono essere virtuosi». (p.l.)