Così è più facile annullare le nozze
In vigore la riforma: oltre 300 i casi pendenti in Abruzzo
CHIETI. È una riforma basata sulla misericordia, stesso concetto a cui Papa Francesco ha dedicato il Giubileo, quella entrata in vigore l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, perché messa sotto la protezione di Maria. «È una svolta importante, come tutte quelle di Bergoglio» dice un avvocato del tribunale ecclesiastico. La riforma è quella sul procedimento di nullità del matrimonio canonico, velocizzato e ripulito dalle troppe pieghe burocratiche, reso in più gratuito. In Abruzzo riguarda molti casi, 289 le cause pendenti nel 2014.
Ma se nella forma i cambiamenti saranno evidenti, nell’organizzazione i lavori andranno maggiormente a rilento. Come spiegano i vescovi, figure chiave di questa riforma: «C’è una discussione in corso, ma per adesso continueremo ad appoggiarci al tribunale regionale». Con questa mossa, il pontefice ha riscritto regole in vigore da trecento anni in tutto il mondo cattolico. Se dal 1741 infatti occorrevano due sentenze per dichiarare nullo un matrimonio celebrato in chiesa, da oggi ne basterà soltanto una, sarà infatti sufficiente la certezza morale raggiunta dal primo giudice a norma del diritto. Esemplificando: se la prima causa è favorevole all'annullamento non ci saranno ulteriori passaggi giuridici. Vengono abbreviati anche i tempi per gli interrogatori dei testi (i due coniugi) e velocizzati i procedimenti: l’intero processo durerà soltanto un anno. Fino a ieri, invece, in alcuni casi sono serviti anche dieci anni per ottenere la nullità. Una rivoluzione voluta da Papa Francesco che ha visto protagonista il decano del Tribunale Apostolico della Rota romana, monsignor Pio Vito Pinto, esperto di diritto e già docente di diritto amministrativo nella Pontificia università Urbaniana, in prima linea, in quanto presidente della Commissione speciale nominata la scorsa estate proprio dal pontefice. La Commissione composta da un cardinale, due vescovi, tre uditori di Rota e un laico (avvocato rotale) si è occupata di semplificare la procedura per l'annullamento del matrimonio sia pur salvaguardando il principio di indissolubilità dello stesso.
Tra le previsioni della riforma, alcune suscitano perplessità tra gli avvocati. Per esempio l'abolizione dei Tribunali regionali (tra cui quello di Chieti) e l' attribuzione della competenza a un giudice in ogni singola diocesi, abolizione dell'avvocatura, come patrocinio del libero foro. Agli avvocati, che saranno assegnati alle parti dai Tribunali diocesani, sarà riconosciuta una tariffa erogata dalla stessa diocesi dai 500 ai 1000 euro. Notevole dunque il risparmio economico ma soprattutto di tempo per le coppie che desiderano cancellare il sì detto davanti all'altare per poter convolare a seconde nozze con rito religioso. Altro punto di forza della riforma è l'organizzazione delle diocesi, ciascuna dovrà organizzarsi per creare un proprio tribunale di riferimento. Ma quali sono i numeri per l’Abruzzo? Nei primi mesi del 2015 la diocesi che ha il minor numero di cause matrimoniali, solo 2, è L'Aquila. Quella con il maggior numero di richieste di annullamento, 24, invece è Chieti-Vasto, seguita con 23 procedimenti da Pescara-Penne. Le cause che sono state trattate dal Tribunale ecclesiastico regionale Abruzzo-Molise nel 2014 sono 90. Quelle pendenti all'inizio dell'anno passato erano 289 a cui se ne sono aggiunte 100. Nel 2014 gli annullamenti sono stati 80, sette quelli che invece hanno sentenziato la conservazione del vincolo matrimoniale.

