Cresce l’impresa rosa: «Così si fa più carriera»

Cna: in Abruzzo 27 aziende su 100 sono guidate da una donna D’Agostino (L.Transport): da semplice dipendente non avrei avuto possibilità
PESCARA. Sei anni passati dietro ad un bancone a servire farmaci. Ma poi dell'arte galenica non ne ha voluto sapere più e si è data all'imprenditoria. Paola D'Agostino, 33 anni, di Pescara, con tanto di laurea in Farmacia e iscrizione all'ordine dei Farmacisti - insomma: una farmacista vera e propria - da cinque anni, infatti, si è dedicata alla L.Transport, con sede in Pescara, un'azienda con più di venti dipendenti, la quale si occupa di spedizioni industriali, e di cui D'Agostino è socia. Si tratta di un'impresa fondata nel 2000 dalla mamma, Luciana Ferrone, tra l'altro presidente regionale del Comitato Impresa Donna della Cna Abruzzo, ieri presente ad un incontro che si è tenuto presso la sede della Provincia di Pescara. Un appuntamento organizzato dalla Cna Abruzzo, al quale hanno preso parte una decina di imprenditrici della regione, e durante il quale, oltre alla presentazione del neonato Comitato Impresa Donna della Cna regionale, sono stati snocciolati i dati relativi al 2015 sul numero delle imprese femminili in Abruzzo. Numeri che, elaborati da Aldo Ronci, un ricercatore esperto del settore, dicono che l'Abruzzo, con il suo 27% di imprese femminili, sul totale regionale, supera di gran lunga la media nazionale, che è attestata sul 22%. Dalla ricerca è risultato che è L'Aquila la provincia più «rosa» in Abruzzo, con 11.939 imprese femminili, a fronte delle 13.390 maschili. Una cifra dunque che fa sentire il fiato alle aziende maschili e che stacca nettamente le altre tre province abruzzesi, visto che a Chieti sono 7.990, le imprese femminili (32.333 quelle maschili), 6.575 a Teramo (24.107) e 7.854 a Pescara (23.549). Un exploit aquilano, legato soprattutto al settore «dei servizi», come ha spiegato Ronci, mentre tra i diversi settori produttivi, la presenza più alta di donne che fanno impresa è stata riscontrata nell'agricoltura (36%, con punte che a Chieti raggiungono il 42%), nelle attività ricettive (32%), nel commercio (27%), nell'industria (22%) e nelle costruzioni (7%). Una storia di successo, tra la le altre, quella di Paola D'Agostino, la quale ha deciso di diventare imprenditrice poiché «come dipendente di una farmacia non vi erano possibilità di fare carriera»; mentre un'altra iniziativa, ormai affermata da tempo, è quella di Antonella Cerrone, amministratrice della Vastoinox, un'azienda di Monteodorisio, sorta nel 2003, che si occupa della lavorazione in acciaio inox per ringhiere, cancelli e complementi di arredo, e nella quale, almeno così si auspica la mamma, dovrebbe entrare anche la figlia, dunque un'altra donna, prossima alla laurea in ingegneria. «Le difficoltà ci sono», ha raccontato Cerrone, «poiché, essendo un lavoro tipicamente maschile, è difficile farsi riconoscere nel ruolo». Un'altra difficoltà - essendo quella di Cerrone un'attività «estremamente artigianale», come sottolinea, e dunque di qualità - «è quella di fronteggiare un mercato che produce in serie». Tra le altre imprenditrici che ieri hanno partecipato all'incontro, a cui hanno preso parte anche la presidente nazionale del Comitato Impresa Donna della Cna, Paola Sansoni, e l'assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, vi erano Raffaella Di Gregorio, Antonella Antenucci, Anna Rita Rossini, Linda D'Agostino, Paola Giangiacomo, Tiziana Iozzi e Barbara Righini.

