«D’Alfonso ascolti di più gli alleati»

22 Giugno 2015

Borrelli, coordinatore di Abruzzo civico: grave la nostra esclusione dal vertice

PESCARA. Il vertice di maggioranza convocato oggi in Regione si farà senza Abruzzo Civico, il movimento che all’Emiciclo ha eletto due consiglieri. Il coordinatore regionale Giulio Borrelli considera un atto «grave» la «deliberata esclusione di una componente essenziale della maggioranza, soprattutto», sottolinea, «alla vigilia di un consiglio regionale importante. Auspichiamo che nelle prossime ore prevalgano la ragionevolezza e il buon senso».

Borrelli, si è data una spiegazione?

«Mah, lo trovo un comportamento bizzarro, perché abbiamo approvato tante cose insieme e abbiamo fiducia in Luciano D’Alfonso. Certamente muoviamo precise critiche di metodo e di merito per comportamenti e scelte che non condividiamo».

Per esempio?

«Rispettiamo ruoli e poteri del governatore, ma il Consiglio non può essere un luogo di semplice ratifica di decisioni prese altrove. Una maggiore collegialità nel metodo rafforzerebbe sicuramente la maggioranza».

Nel merito continuate a opporvi a determinate scelte, per esempio sulla sanità.

«È più che evidente che sia così quando si procede alla riorganizzazione della sanità tagliando un punto nascita di qua e un ospedale periferico di là, senza conoscere il progetto complessivo che ispira il riassetto di tutto il comparto».

Lei sa che la sanità è commissariata e che le decisioni sono tutte della struttura commissariale.

«D’accordo, ma nel momento in cui si prendono decisioni che prefigurano la sanità del futuro sarebbe gusto illustrare su quali basi e su quale progetto complessivo ci si sta muovendo. Per evitare, per esempio, che alcuni territori si sentano penalizzati».

Come Sulmona o Atessa. Ma è compatibile la vostra permanenza nella maggioranza a fronte di contrasti che oggi non sembrano sanabili?

«A livello nazionale vediamo esponenti di primo piano del Pd manifestare contro il governo e addirittura non votare la fiducia a Renzi (che è presidente del consiglio e segretario del partito) rimanendo però nel Pd. Vogliamo allora meravigliarci se un movimento autonomo come Abruzzo civico, una federazione di forze radicata nei territori, dica no quando non è d'accordo?»

I maligni dicono che volete un assessorato.

«Quello è un vulnus già inferto alla volontà degli elettori, che con i loro voti hanno decretato Abruzzo civico come la maggiore delle forze alleate di D’Alfonso e del Pd. Però mi permetta di svolgere un’altra considerazione...»

Prego.

«Il Pd non ha un consenso plebiscitario. Non lo ha avuto un anno fa e tanto meno lo ha adesso. Se si rappresenta un terzo o un quarto degli elettori non si può pretendere di accentrare tutti i ruoli esecutivi e tutte le decisioni. Una forza politicamente consapevole tiene conto anche degli alleati, di tutti gli alleati che hanno contribuito al risultato».

Dunque un assessorato...

«Ma la battaglia di questi mesi non è per un assessorato, che pur ci spetta. È una battaglia su sanità, lavoro, trasporti, sui finanziamenti alle aree più disagiate. E nei prossimi giorni ragioneremo anche di questo in una serie di incontri che faremo con le forze della coalizione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA