D’Alfonso e Vendola fanno fronte comune contro le trivelle

8 Ottobre 2014

Il presidente parla a Bruxelles davanti alle regioni-partner adriatico-ioniche. I No Triv: impugnare lo Sblocca Italia

BRUXELLES. «Concordiamo una strategia unitaria, consapevole, adulta, matura, regione per regione, territorio per territorio» per fare fronte alla minaccia delle trivelle in Mare Adriatico. Questo l'appello rivolto dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso, ai partner della strategia europea per la regione adriatico-ionica (Eusair) riuniti a Bruxelles in occasione di un evento nell'ambito degli Open Days. Otto i Paesi interessati dalla strategia Ue, non solo Stati membri dell'Ue (Italia, Croazia, Grecia e Slovenia) ma anche Paesi che nell'Unione aspirano ad entrare: Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia. «Non possiamo rendere il nostro mare bersaglio di attacchi che rovinano e determinano la caduta verticale della potenzialità turistica» ha spiegato D'Alfonso, secondo cui quella della strategia Eusair «è la sede grazie alla quale allineare procedure, norme, strategie, per difendere questa enorme potenzialità turistica che deriva dal nostro mare». Concretamente «ho già preso contatti con la contea di Dubrovnik, ma anche con la contea spalatino dalmata e poi con la Croazia, per determinare una posizione congiunta» ha annunciato il governatore dell'Abruzzo «insieme col Molise, le Marche, la Puglia». Secondo D'Alfonso la tutela del mare è prioritaria per i Paesi delle due sponde assieme ai trasporti. «Dobbiamo anche unire questa nascitura regione sulla base di infrastrutture che consentano il diritto alla velocità, alla comodità degli spostamenti. I tracciati ferroviari, i sistemi per la gomma e di trasporti attraverso l'acqua vanno allineati».

A D’alfonso ha subito risposto il governatore della Puglia Nichi Vendola: «La Puglia è sempre stata sin dall'inizio in prima linea nella battaglia contro le trivelle in Adriatico e continueremo ad esserlo. Siamo pronti a mettere in campo qualunque azione, politica e legale, a tutela della bellezza del nostro mare«. Intanto il Comitato abruzzese No-Triv ha invitato D’Alfonso a impugnare al più presto la legge Sblocca Italia: «L'iter di conversione del decreto legge 133/2014 è già iniziato nelle Commissioni parlamentari e mancano pochi giorni al termine entro cui la Regione potrà proporre ricorso alla Corte Costituzionale».