D’Alfonso: ora tariffe scontate per i pendolari

3 Gennaio 2016

PESCARA. «Per non avere aumenti dei pedaggi ci sono due strade», dice il presidente della regione Luciano D’Alfonso, sollecitato da più parti a prendere posizione sulla vicenda dei canoni aumentati...

PESCARA. «Per non avere aumenti dei pedaggi ci sono due strade», dice il presidente della regione Luciano D’Alfonso, sollecitato da più parti a prendere posizione sulla vicenda dei canoni aumentati sulla A24 e A25: «O si azzera la gara del 2001 che stabilì la gestione privatizzata dell’autostrada per Roma e che venne aggiudicata a seguito di un preciso piano finanziario che contempla la gestione, lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e un piano di tariffe in aumento annuale; oppure l’alternativa a questa è che il Tesoro rinunci ai 50 milioni euro l'anno che sono il canone che viene versato dal gestore autostradale. Una terza via, che potremmo provare a percorrere attraverso un confronto di merito, di cui intendo farmi carico, è quella di realizzare qualche forma di contenimento dei pedaggi mettendo in campo il piano dei lavori straordinari che il Parlamento ha ordinato alle società autostradali e in particolare a quella abruzzese in relazione al rischio sismico. Penso che si possa aprire in tal senso una trattativa idonea che coinvolga la Direzione generale vigilanza autostradale, ministero delle Infrastrutture, soggetto gestore e Regione».

Ma per l’immediato D’Alfonso pensa alle esigenze degli utenti più colpiti, i pendolari, per i quali, dice il presidente della Regione «dobbiamo ottimizzare le procedure già studiate e mai applicate attraverso sistemi di abbonamento che possano comprimere i costi. Io ci lavorerò, ma gli abruzzesi devono sapere che il peccato originale risale al 2001 quando si stabilì la privatizzazione posta dall'Europa e fatta propria dall'Italia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA