D’Amario nuovo direttore della sanità

28 Dicembre 2019

Slitta la delibera sui direttori Asl. Via libera ai fondi Masterplan per i porti. E arriva anche la laurea in protezione civile

L’AQUILA . È Claudio D’Amario, già direttore generale della Asl di Pescara e attuale direttore generale della Direzione generale prevenzione sanitaria del ministero della salute, il nuovo direttore del dipartimento sanità della Regione.
Lo ha deciso ieri la giunta regionale abruzzese, riunita in seduta straordinaria a palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila, sotto la presidenza del governatore Marco Marsilio, che ha dato il via libera a una serie di provvedimenti. È slittata ancora, invece, per consentire una modifica dei criteri richiesti, la delibera relativa al bando per l’individuazione dei direttori sanitari e amministrativi delle Asl. Da quanto si è appreso la giunta vuole eliminare il requisito dell’esperienza nel settore sanitario, richiesta nei bandi precedenti, così come hanno già deliberato diverse regioni italiane.
La giunta ha però dato l’ok alla delibera incardinata su fondi del Masterplan, in particolare per quanto concerne la rimodulazione delle linee guida in materia di ammissibilità della spesa da parte dell’Arap.
Si tratta di modifiche alle convenzioni già stipulate che consentiranno all’Agenzia regionale per le attività produttive, in qualità di soggetto attuatore, di sbloccare i fondi e avviare una serie di appalti. Tra questi, spiccano i lavori al porto di Ortona (50 milioni di euro), e Pescara (26 milioni), il Piano irriguo del Fucino (50 milioni), gli impianti sciistici di Passo Lanciano (20milioni e 320mila euro) e a una serie di impianti di depurazione (38 milioni complessivi). Soddisfatto l’assessore alle attività produttive, Mauro Febbo. «Le vecchie convenzioni», spiega, «così come erano state concepite, non davano la possibilità all’Arap di procedere all’appalto delle opere. Ora, finalmente, con questa delibera siamo in grado di sbloccare opere strutturali di primaria importanza per l’Abruzzo».
Tornando al capitolo sanità, D’Amario prende il posto di Roberto Fagnano, prematuramente scomparso lo scorso 29 ottobre all’età di 56 anni. Laureato in medicina, con specializzazioni in medicina interna, igiene e medicina preventiva, patologia clinica, e diversi corsi di formazione manageriale, D’Amario, 61 anni, al suo attivo vanta un curriculum di tutto rispetto. Negli ultimi anni ha ricoperto, tra gli altri incarichi, quello di presidente dell’Osservatorio sul gioco patologico del ministero della salute, di amministratore straordinario dell’Ospedale israelitico di Roma e di sub commissario per i rientro dai disavanzi del sistema sanitario regionale della Campania. Torna in Abruzzo dopo l’esperienza alla Asl di Pescara (dal 2009 al 2016). Su proposta del presidente Marsilio, la giunta ha inoltre approvato la convenzione tra Regione Abruzzo, Università degli Studi dell’Aquila e Collegio dei geometri, per l’istituzione di un corso di laurea in Protezione civile interno alla facoltà di ingegneria.
«Si tratta», si legge in una nota della Regione, «del primo corso di laurea nel settore in questione in Italia, che prende spunto dalle esigenze dei Comuni che spesso si trovano in situazione di difficoltà in ambito di redazione dei Piani di protezione civile, e in particolare nella gestione delle emergenze. Obiettivo di questo corso di laurea è quello di offrire un’adeguata formazione per poter inserire i futuri laureati a servizio del territorio non solo regionale».
Infine, è stata pubblicata la graduatoria dei 44 beneficiari ammessi ai contributi per i caregiver. La delibera, con la quale sono stati stanziati 4440mila euro (140mila in più rispetto all’anno scorso), è dello corso ottobre. «Chi deve assistere 24 ore su 24 un bimbo affetto da grave malattia non può permettersi di lavorare» ricorda Andrea Sciarretta, papà di Noemi, la bimba di 7 anni, di Guardiagrele, affetta da Sma1.
Andrea Sciarretta, in qualità di presidente di Progetto Noemi, dal 2015 partecipa ai tavoli di lavoro con la Regione. «Il dialogo instaurato fra l’onlus e le istituzioni», dice Sciarretta, «ha generato un intervento importante a favore della disabilità gravissima pediatrica. L’augurio», conclude il papà di Noemi, «è che per il 2020 il reparto di Terapia sub intensiva pediatrica dell’Asl di Pescara possa diventare fiore all’occhiello per l’Abruzzo e apripista per altre regioni».
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