Da Bussi agli orsi, un anno di Wwf

Caserta e Di Tizio: il 2018 segnato dalla sentenza senza colpevoli sulla discarica
PESCARA . Un anno intenso, per il Wwf abruzzese, quello che sta per concludersi, caratterizzato da decine di attività che le quattro organizzazioni locali del Wwf (Abruzzo Montano, Chieti-Pescara, Teramo, Zona Frentana e Costa Teatina), hanno portato avanti insieme alle sei Oasi e ai tanti Centri di Educazione all’Ambiente del Panda presenti in regione.
«Come ogni anno il Wwf con i suoi volontari ha provato a fare la differenza», ha detto Luciano Di Tizio, delegato del Wwf Abruzzo. «Grazie a loro siamo intervenuti su tutte le principali vertenze regionali. All’opera di denuncia e contrasto abbiamo accompagnato anche quella di informazione». L’impegno dell’associazione ha spaziato in tanti settori, dalla caccia alle aree protette, dal mare al consumo del suolo, dal verde urbano alla tutela dell’orso marsicano. «È veramente difficile individuare i settori che presentano maggiori criticità», ha detto invece Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia. «Volendo scegliere tre situazioni esemplificative non si può che partire dalla salvaguardia dell’Orso Bruno marsicano che richiede un impegno maggiore da parte di tutti: il pericolo di vedere estinguersi questa specie è reale e il tempo a nostra disposizione per invertire la tendenza è poco. L’Abruzzo merita poi un rilancio del suo sistema di parchi e riserve: ritardi nell’individuazione di presidenti e direttori, incertezze sui fondi oltre ad una mancanza di visione complessiva negli ultimi anni hanno un po’ appannato il modello-Abruzzo di promozione e gestione delle aree protette. E infine il mare: l’inquinamento da plastica ha raggiunto livelli preoccupanti». AREE PROTETTE. Un parco commissariato, uno senza guida, uno in perenne attesa. È in questa che versano tre delle arre protette abruzzesi. Il Parco regionale Sirente-Velino è commissariato dal 2015; il Parco nazionale della Majella è privo di presidente e direttore; il Parco nazionale della Costa Teatina, nonostante la perimetrazione sia stata disegnata da più di tre anni, è fermo.
DISCARICA DI BUSSI. A settembre una sentenza della Corte di Cassazione, ribaltando le conclusioni della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, ha sancito che non ci sono o non sono individuabili colpevoli per quella che è stata definita la discarica abusiva più grande d’Europa. «Una situazione paradossale», secondo il Wwf, «che complica anche le prospettive di bonifica.
ORSO A RISCHIO. Il 15 novembre 2018 sarà ricordato come il giorno in cui abbiamo perso il 5% della popolazione mondiale di orso marsicano a causa di una vasca di raccolta delle acque. «Al di là delle responsabilità che la magistratura accerterà», dice il Wwf, « è necessario un cambio di passo nella gestione della specie».
ACQUA DAL GRAN SASSO. «A quasi vent’anni da quando il Wwf denunciò per primo la presenza di sostanze pericolose nei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso e a oltre un anno e mezzo dall’ultimo incidente che nel maggio 2017 provocò l’interruzione di somministrazione di acqua in quasi tutta la provincia teramana, l’acquifero del Gran Sasso, che rifornisce oltre 700.000 abruzzesi, continua ad essere insicuro. Ancora nessun progetto di messa in sicurezza», dicono gli ambientalisti, «per risolvere la permeabilità delle gallerie autostradali e dei laboratori, nonostante la stessa Procura di Teramo abbia trasmesso le preoccupanti risultanze della perizia affidata a tre esperti».
IL MARE. Quella del 2018 è stata l’estate in cui si è finalmente presa coscienza del gravissimo inquinamento da plastica del nostro mare. «Se continueremo a sversare plastica ai livelli attuali», avverte il Wwf, «nel 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesce».
LAGO DI BOMBA. Il parere negativo della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del novembre scorso sul controverso progetto di coltivazione di gas sotto il Lago di Bomba ha rappresentato per il Wwf «una gioia immensa». CACCIA. Il Tar Abruzzo, su ricorso del Wwf, ha annullato la preapertura della caccia alla lepre nel mese di settembre. «In ogni caso resta il dato fondamentale: la fauna continua ad essere intesa dalla Regione Abruzzo come l’oggetto di uno svago per i cacciatori».
FIOCCO ROSA PER LE OASI. A ottobre è nata una nuova Oasi del Wwf in Abruzzo: si tratta dell’Oasi affiliata Fosso Giardino nel comune di Martinsicuro, prima Oasi urbana in regione e vera e propria porta settentrionale del sistema delle Oasi Wwf abruzzesi. Sette ettari dedicati all’educazione ambientale e all’avvicinamento alla natura che si aggiungono alle altre aree protette dall’associazione. (c.s.)

