Da noi sono 3500 i celiaci “sicuri”

In tanti non sanno di essere malati. Dal ministero il bonus di 100 euro per la spesa
PESCARA. In Italia sono all'incirca 100mila i celiaci diagnosticati, ma si stima che siano molto di più (secondo alcuni dati ne soffre un italiano su 100) perché in tanto non sanno di esserlo. In Abruzzo, invece, sono quasi 3.500 i casi accertati, decisamente non pochi rispetto alle proporzioni della popolazione regionale, alle quali un grosso aiuto arriva dalla costola locale dell'Aic (Associazione italiana celiachia), la cui sede operativa è a Montesilvano, e che ha di recente tagliato il traguardo dei mille iscritti.
Lo scopo dell'associazione, in Abruzzo presieduta da Marisa Pagliaro, è di consentire a chi soffre di celiachia di continuare a vivere una vita serena e, al tempo stesso, acquisire la dovuta consapevolezza.
«Le diagnosi di celiachia in Abruzzo sono molto aumentate negli anni insieme alla creazione di centri specializzati, ma nonostante ciò essa è ancora considerata una malattia rara», commenta la presidente Aic.
Molte le iniziative intraprese dall'Aic Abruzzo, tra cui il corso di cucina in cui i partecipanti hanno imparato a preparare da sè pasta, pane ed altri prodotti senza glutine.
In Abruzzo (Chieti scalo) si è svolta anche la prima esposizione del Centro-Sud Italia interamente dedicata al “Gluten free”. E domenica è in programma la festa di carnevale degli associati Aic al Paradise Play di Montesilvano (via Ruffilli con giochi in maschera, musica e animatori e chiaramente dolci e pietanze preparate da casa e rigorosamente senza glutine.
Secondo una ricerca americana di recente pubblicazione celiaci non si nasce ma si diventa. La colpa sarebbe delle "farine ad alto rendimento" sempre più utilizzate che contengono "glutine tossico" cioè più difficilmente assimilabile e che quindi degenera più facilmente nell'intolleranza.
Questo problema ha da subito scaturito un interesse particolare nell'industria farmaceutica, ma per il momento l'unica strada è eliminare il glutine e seguire una dieta speciale fatta di alimenti privi della lipoproteina.
L’offerta di alimenti e cibi si è moltiplicata. Dalle farmacie è entrata nei negozi “no-glutin food” fino ad arrivare a conquistare settori specifici di supermercati e centri commerciali. Il problema è che i prodotti per i celiaci costano di più degli altri. In prospettiva dovrebbero abbassarsi.
Il ministero della Salute ha riconosciuto l'intolleranza fornendo ai diagnosticati, e solo a loro, uno speciale buono mensile da spendere nei negozi, supermercati e farmacie (parafarmacie) convenzionate: 100 euro alle donne e 130 circa agli uomini che si presuppone mangino di più. Pasta, pizza, surgelati, gelati, biscotti, ecc...
Facendo due conti, con 3.500 celiaci e una media di buono d'acquisto ministeriale di 110 euro, in Abruzzo si spendono circa 385mila euro al mese solo per prodotti senza glutine.
Attenzione, però. Per avere diritto al bonus occorre ripetere le analisi ogni sei mesi e consegnarle alle Asl.(a.mo.)

