Da Pescara il ricorso anti-Madia

Soppressione del Corpo Forestale, a marzo l’udienza della Consulta
PESCARA. Parte dal Tar di Pescara il ricorso che potrebbe portare allo stravolgimento della legge Madia, la riforma della pubblica amministrazione che aveva disposto la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, la divisione delle sue funzioni e il transito obbligato degli ex forestali nei carabinieri.
Il presidente della Corte costituzionale ha stabilito che, il prossimo 19 marzo, sarà discussa dinanzi alla Consulta la questione della legittimità della. Lo rende noto l’avvocato del foro romano Egidio Lizza, che difende gli ex Forestali in questa vicenda.
La Corte Costituzionale era stata inizialmente investita della questione dal Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Pescara, con l’ordinanza 235 del 17 agosto 2017. Il primo tribunale che si era trovato a valutare nel merito le doglianze degli ex forestali aveva immediatamente trasmesso gli atti alla Consulta che, il 19 marzo, anche in seguito ai rilievi di incostituzionalità provenienti da altri giudici, dovrà valutare se la riforma sia contraria ai principi della carta fondamentale. L’udienza giunge dopo che la prima fissazione del 5 giugno 2018, a seguito del provvedimento del Tar Abruzzo, era slittata per l’intervento di una nuova ordinanza di rimessione, con la quale il Tar Veneto aveva condiviso i rilevanti profili di incostituzionalità della riforma Madia.
La legge Madia, in sostanza, ha disposto l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’arma dei carabinieri, militarizzandone il personale. La magistratura ha ritenuto la riforma «contraria alla libertà di autodeterminazione» degli appartenenti a questo corpo, poiché si sarebbero trovati «in mancanza della possibilità di esercitare una scelta pienamente libera e volontaria di divenire personale militare». «La libertà di autodeterminazione degli individui», spiega l’avvocato Lizza, « violata con la riforma della pubblica amministrazione, inaugurata dalla legge Madia, deve prevalere su qualsiasi esigenza di riorganizzazione dell’amministrazione. La libertà di scegliere se essere civili o militari deve prevalere, come libertà fondamentale, su ogni altra necessità. La soppressione di un corpo ad alta specializzazione per la tutela dell’ambiente, delle foreste e dell’agroalimentare, e la conseguente dispersione della sua specialità, è contraria ai principi di efficienza dell’azione amministrativa». «L’auspicio», conclude il legale della difesa, «è che le attese e l’impegno profuso possano sortire il miglior risultato possibile, ovvero la cancellazione di una riforma insensata, inefficace e liberticida». (c.s.)

