Da Villamagna una nuova Doc per il Montepulciano

Una nuova denominazione per valorizzare il territorio E parte da qui un format televisivo da esportare negli Usa
VILLAMAGNA. Il pecorino Aimè, la passerina Kukukaya, il rosato Terre di Chieti, il rosso Ducaminimo in omaggio a D'Annunzio, la riserva del rosso più tipico e prima etichetta di Villamagna doc Invasione, e il sopraffino Negus affinato 18 mesi in barrique e medaglia d'oro al Vinitaly 2009. Il vino del territorio di Villamagna nelle sue declinazioni con l'eccellenza assoluta del Montepulciano è stato protagonista della festa organizzata per Cantine Aperte dalla Cascina del Colle a Villamagna. Prima cantina del comprensorio delle Colline Teatine a credere nelle forti potenzialità espresse dalle sfumature originarie del suo Montepulciano, etichettandolo come Villamagna doc. Una nuova denominazione di montepulciano d'Abruzzo per valorizzare prodotto e territorio. Un tentativo di arginarne la tradizionale vendita dello sfuso agli imbottigliatori fuori della zona di produzione. Il cru “Villamagna” segue l'esempio di altre doc territoriali abruzzesi sorte negli ultimi anni, come Controguerra, Tullum e Ortona. Un ventaglio di sfumature che il vitigno principe della regione - il Montepulciano d'Abruzzo, seconda doc in Italia per quantità e tra le più vendute nella Gdo italiana - esprime lasciandosi attraversare dai territori di produzione, tutti altamente vocati nelle diversità pedoclimatiche. «Peculiarità e connotazioni che incidono sulla scelta del consumatore finale» osserva l'enologo Vittorio Festa, consulente tecnico della cantina di Villamagna di proprietà della famiglia Nazario D'Onofrio «perciò si sta tentando di caratterizzare il vino d'Abruzzo imbottigliato elaborando un marchio e puntando ad un consorzio di produttori sul territorio».
La Cascina del Colle sta svolgendo un ruolo di apripista nel lancio della doc territoriale, sostenuta dai conferimenti (per il 95% della produzione) della Cantina sociale di Villamagna (sorta nel 1972, 250 i soci attuali, nel 2013 il primo imbottigliamento) e seguita a ruota dalle cantine Torre Zambra, Valle Martello e la società agricola Agricosimo, sullo stesso territorio. «La doc Villamagna è ancora in fase di lancio, ma in quest'ultimo anno dalla prima uscita il valore economico del prodotto si è accresciuto del 20% rispetto al montepulciano tradizionale» conferma Nicola Orlando, presidente della locale cantina sociale. Cento quintali di uva, 75 ettolitri di vino, intorno a 10mila le bottiglie attualmente prodotte, ognuna numerata a mano prima di lasciare la cantina, tengono a far notare i D'Onofrio. Una famiglia radicata nel territorio e fiera della propria appartenenza fino ad assumersi onori e òneri della scommessa in cui passa la rivalutazione della stessa identità locale. Quattro generazioni e tre aziende agricole produttrici di vino e olio nell'hinterland di Chieti e Pescara, una storia di famiglia partita in principio del secolo scorso con Francesco Gabriele D'Onofrio e l'apertura dell'antico frantoio. Negli anni Cinquanta la cantina, proseguita con i fratelli Marenzo e Nazario e i loro figli, rispettivamente Francesco e Romano, e Alessio e Gianluca, e la nuova generazione che cresce coccolata con amore e desiderio di continuare. Perciò Nazario e famiglia hanno accolto con simpatia il progetto di reality show sulla qualità della vita in Abruzzo firmato dall'attore e regista americano Randall Paul. L'attore di Portland, ospite fisso in azienda durante Cantine Aperte ha assegnato un ruolo di co-protagonisti ai D'Onofrio nella puntata-pilota del format. Il nuovo progetto televisivo dedicato all'Abruzzo verrà esportato sui network americani, spiega Celeste Di Febo, originaria di Miglianico, esperta di marketing e futura moglie di Paul. All'incontro con Celeste si deve l'esplorazione del territorio abruzzese da parte dell'attore regista statunitense che attualmente vive a Miglianico.
Jolanda Ferrara
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