Dal metanodotto alle trivelle, cresce il fronte del no

26 Marzo 2015

PESCARA. La prima emergenza per gli ambientalisti è Ombrina Mare l’investimento della società petrolifera Rockhopper che ha ottenuto l’ok con prescrizioni del comitato nazionale via. Le associazioni...

PESCARA. La prima emergenza per gli ambientalisti è Ombrina Mare l’investimento della società petrolifera Rockhopper che ha ottenuto l’ok con prescrizioni del comitato nazionale via. Le associazioni e i movimenti che si sono mobilitati contro il progetot hanno chiesto agli enti abruzzesi di tutti i livelli e ai parlamentari di intervenire sul ministro dell'Ambiente Galletti e sul ministro dei Beni Culturali Franceschini affinchè non emanino il decreto di compatibilità ambientale. Ieri Legambiente e Wwf hanno chiesto al commissario del Parco della Costa teatina Pino De Dominicis di accelerare «il buon lavoro» fin qui svolto e di chiudere la perimetrazione del Parco: «Non c'è più tempo! Il Parco deve essere il simbolo di una scelta politica volta a fermare l'aggressione delle trivelle sul nostro mare» hanno dichiarato Luciano Di Tizio (WWF) e Giuseppe Di Marco (Legambiente) «di una volontà forte nel dire basta una volta per tutte ad una operazione demenziale che condanna i nostri territori alla deriva petrolifera, uccidendo la nostra economia locale e la nostra identità culturale e sociale». Secondo le due associazioni «tutta la politica è chiamata ad un atto di responsabilità, non solo il Presidente della Regione D'Alfonso, ma tutti gli attori politici e gli amministratori locali, a partire dai sindaci del Parco: a tutti i livelli, ci si adoperi concretamente e seriamente per scongiurare questo triste e pericoloso scenario». Se non ci saranno fatit nuovi la firma del decreto potrebbe arrivare entro poche settimane e l’operatività della piattaforma potrebbe partire già a ridosso dell’estate. Altra pratica aperta in campo petrolifero è il progetto di perforazione del pozzo esplorativo Elsa 2 della Petroceltic Italia che domani sarà discusso dalla sottocommissione nazionale Via. A tal proposito pare si sia sanato il disguido col ministero sul rappresentante della regione. La convocazione per la riunione di domani è arrivata ancora una volta all’ex responsabile Via Antonio Sorgi come era avvenuto per Ombrina mare), la Regione ha ricordato al ministero dell’Ambiente che il 19 marzo è stata designata a presenziare il comitato per la Regione Abruzzo il presidente del Via regionale Cristina Gerardis.

Altro fronte è quello del metanodotto Sulmona-Foligno. Anche in questo caso, come per la Powercrop e Ombrina, la Regione appoggia le richieste dei comitati. Ogig a Roma si svolgerà la conferenza dei servizi. L’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca ha chiesto il blocco immediato delle procedure per il metanodotto e la centrale Snam di Sulmona, l'avvio di possibili azioni legali per lo scoppio di Mutignano e la messa in sicurezza degli impianti esistenti. Proprio Mutignano ha rafofrzato il no della Regione all’opera. Per il vicepresidente Giovanni Lolli «l'incidente avvalora i dubbi che questa Regione ha sempre avuto su opere di questa natura. L'Abruzzo non può continuare a confidare nelle rassicurazioni di Snam, per la massima sismicità della zona». L'appuntamento, è oggi alle 10 al ministero dello Sviluppo economico.

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