D’Alessandro: «Questa destra la battiamo dando priorità a sanità, trasporti e fiscalità»

Il coordinatore di Italia Viva: «Anche in Abruzzo serve un’ampia alleanza. Noi pronti a una Margherita 4.0 e va superato lo sloganismo di Marsilio»
PESCARA. Un manifesto programmatico, un plauso all’opposizione in consiglio regionale per la battaglia su temi come sanità, trasporti, tasse e altro ancora. Ma soprattutto la necessità di una mobilitazione più ampia per costruire un’alternativa. Camillo D’Alessandro, coordinatore regionale di Italia Viva, ha le idee chiare e rilancia, anche a livello regionale, il progetto di una Casa riformista, o come ama definirla, una Margherita 4.0. Ma soprattutto insiste sul tempismo.
D’Alessandro, inizia l’anno e lei dice: “L’alternativa alla destra si costruisce subito”. Perché questa urgenza?
«Perché l’Abruzzo non ha un problema di slogan. Ha un problema di tempo rubato: mesi per una visita, trasporti lenti, autostrada perennemente bloccata, anni per una decisione, giovani che portano il loro tempo fuori Regione e fuori Italia. E mentre perdiamo tempo, perdiamo persone: giovani, famiglie, imprese. Il rischio è che stanno abituando gli abruzzesi al declino».
Qual è l’atto d’accusa contro Marsilio e la destra?
«Che hanno normalizzato l’emergenza e l’hanno chiamata “gestione”. Hanno chiesto sacrifici sulle tasse, ma un sacrificio senza risultati è solo un prelievo. Marsilio si comporta come se i risultati non lo riguardino, invece lo azzannano ogni giorno. E sulla sanità vedo ancora piani e comunicati: il cittadino vuole tempi certi e trasparenza sulla propria vita».
Marsilio rivendica il bilancio e guarda al 2026. Lei cosa risponde?
«Che il 2026 non può essere l’ennesimo anno di “vedremo”. Chi governa deve farsi giudicare su tre cose: liste d’attesa, pressione fiscale, futuro dei giovani. E dopo questi ormai otto anni il problema è che non ha fallito lui, ma ha fatto fallire l’Abruzzo».
Lei elogia l’opposizione in Consiglio. Perché “non basta”?
«Perché l’opposizione sta facendo una cosa utile e difficile: dice la verità e mette la maggioranza davanti alle contraddizioni. Ma non basta perché l’alternativa nasce se recuperiamo la fatica della politica, l’Abruzzo sta fuori il Palazzo, vale per maggioranza e opposizione. Serve mobilitarsi, i nemici sono i “problemi” che ci stanno opprimendo. Se la gente è raggiunta e va a votare, la destra perde, se vanno a votare solo i raggiunti dal sistema di relazioni, la destra vince».
Che cosa direbbe oggi a un abruzzese?
«Il tuo tempo vale. E aggiungerei cinque proposte. Gli direi ancora: se sei d’accordo con me allora è già iniziata l’alternativa».
Faccia le sue cinque mosse. Cominciamo dalla prima.
«Garanzia liste d’attesa: o ti curo entro giorni normali (media nazionale) o la Regione ti paga per andarti a curare. Ogni settimana su un portale unico si pubblicano i tempi reali delle prestazioni, ognuno può vedere».
La seconda?
«Operazione trasparenza Sanità: ogni euro tracciato, ogni reparto valutato. Vanno fatti i bilanci per reparto, scopriremo dove e come con le stesse risorse possiamo aumentare le prestazioni».
Passiamo oltre.
«Tasse con contropartita: “se aumenti, restituisci”: basta tasse a fiducia. Visto che tu Marsilio aumenti le tasse, ora rispondi, da tasse a fiducia a tasse a risultato. Tutto tracciabile. Cosa ci fai con i miei soldi?».
La quarta?
Per i Giovani: “resti se ti conviene”. Non voglio più brindare ai ritorni di Natale: voglio brindare alle vite costruite qui. Dimmi che vuoi fare, ti metto a disposizione formazione e dote finanziaria, poi resti e scommetti anche tu sulla tua terra. Se rimani non mi restituisci un euro, se te ne vai mi rimborsi quanto ti ho dato. Io credo in te, tu credi in te, insieme crediamo all’Abruzzo».
E l’ultima?
«Lavoro vero in 180 giorni: “10.000 contratti di ingresso”. Patto Regione–imprese–università/Its: tirocini pagati e apprendistato con decontribuzione regionale mirata».
Marsilio dirà: “Non ci sono i soldi”.
«Purtroppo ci sono spese improduttive, discrezionali, inutili. Quanto vale una vita o impresa che nasce e resta in Abruzzo, qual è il moltiplicatore? Allora per ogni spesa discrezionale calcoliamo il moltiplicatore che produce e rimane a terra. Uscirebbero dei mostri».
A chi rivolge questa chiamata?
«Io penso che la maggioranza degli abruzzesi non è raggiunta, nessuno ci parla e rimane sola, dopodiché diventa tutto uguale. Ma parto da me: chi ha ricevuto tanto dalla democrazia deve restituire, come può. E sono tanti coloro ai quali possiamo chiedere di dare una mano e che in passato hanno onorato il loro impegno».
A chi si riferisce?
«Penso a gente come Claudio Ruffini, Massimo Cialente, Stefania Pezzopane, a Giovanni Lolli, Mario Pupillo, Gianni Melilla, Saia, Angelo Orlando, Luigi Borrelli, Marino Roselli, Antonio Castricone, Giorgio D’Ambrosio, Arnaldo Mariotti, Franco La Civita, Pino De Dominicis, Massimo Luciani, Gianni Viserta o dal sindacato come Roberto Campo o Franco Leone, e tanti ex sindaci o amministratori locali».
Sono tutti qui?
«Ovviamente quando si fa una lista si rischia di omettere dei nomi, e non ho nessuna altezza per selezionare. Dico tutti, ma veramente tutti. Insieme alle nuove leve, nuovi entusiasmi».
Se dovesse definire concretamente la parola “alternativa”?
«L’alternativa esiste quando qualcuno si prende un impegno misurabile davanti a tutti. Mi voti, mi misuri, mi premi o mi mandi a casa».
Quale sarebbe per lei l’identikit del migliore candidato alla presidenza che incarni il concetto di “alternativa” che vince.
«Chi ha credibilità tale da parlare al voto di opinione. L’opinione batte il voto di relazione, cioè la sommatoria del lavoro prodotto dagli addetti ai lavori della politica. Non solo un nome, ma la credibilità che fa opinione. Vince».
E come riparte l’anno per Italia Viva?
«Superandola, andando oltre, costruendo la Casa dei Riformisti anche in Abruzzo, come tappa per ciò che manca, che serve, che è stato liquidato, una nuova Margherita 4.0: la parola d’ordine è mettere insieme, tutti, ora. C’è una autostrada e non è quella bloccata della A14 Adriatica, neanche la terza corsia promessa da Marsilio, ma la terza corsia politica del centrosinistra».
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