Dall’inserimento di nuovi redditi al peso della famiglia

Dalla scadenza, unica per tutti, fissata ora al 15 gennaio 2016, alle tante, forse troppe novità. Dagli equivoci sulla promessa di precompilazione alla sorpresa dei tempi molto più lunghi e delle...
Dalla scadenza, unica per tutti, fissata ora al 15 gennaio 2016, alle tante, forse troppe novità. Dagli equivoci sulla promessa di precompilazione alla sorpresa dei tempi molto più lunghi e delle cifre spesso penalizzanti rispetto al passato. Ecco una serie di questioni sul nuovo Isee.
SEMPLIFICAZIONE
Ma il nuovo Isee è più facile
da calcolare e ottenere o no?
. Ci hanno presentato il nuovo Isee come precompilato e ci hanno fatto credere che, oltre alla dichiarazione dei redditi, anche quest’ultimo sarebbe arrivato a casa già pronto. In realtà, volevano solo dire che alcuni dei dati necessari per il calcolo del nuovo indicatore sarebbero stati acquisiti dalle banche dati dell'Inps e dell'Agenzia delle entrate. Tra le novità del nuovo modello Isee 2015, un ampliamento delle tipologie dei redditi ammessi ed una maggiore rilevanza al nucleo familiare ed alla presenza di eventuali figli disabili.
L’EROGAZIONE
Ma funziona come prima, cioè si può venire al Caaf e averlo subito?
Assolutamente no. I Caaf hanno dovuto modificare le modalità operative in considerazione del fatto che il soggetto interessato si deve rivolgere a noi almeno tre volte. La prima per avere informazioni dettagliate sulla documentazione necessaria, la seconda per la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica e la terza per ritirare l'attestazione rilasciata dall'Inps.
COSA CAMBIA
Ma quali sono, in sintesi,
le differenze sostanziali?
Al fine di valutare meglio l'effettiva situazione economica della famiglia, nel nuovo calcolo Isee vengono incluse nuove forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti:
a) reddito complessivo ai fini Irpef; b) redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d'imposta; c) ogni altra componente reddituale esente da imposta, compresi i redditi da lavoro dipendente prestato all'estero; d) i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l'obbligo alla presentazione della dichiarazione Iva. A tal fine, si considera la base imponibile assunta ai fini dell'Irap, al netto dei costi del personale; e) assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti; f) trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo di cui alla lettera a); g) redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell'Imu; h) il reddito figurativo delle attività finanziarie. i) il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero
LE DETRAZIONI
Cosa si può sottrarre dalla
somma complessiva dei redditi?
Dal valore aggregato di tutti i redditi si sottraggono gli assegni periodici corrisposti al coniuge e ai figli e si opera una discriminazione qualitativa delle diverse tipologie di reddito, prevedendo che: i redditi da lavoro dipendente vengono decurtati di una quota pari al 20%, fino ad un massimo di 3.000 euro; le pensioni e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari vengono decurtati di una quota analoga, fino ad un massimo di 1.000 euro; i redditi agrari relativi agli operatori professionali obbligati alla presentazione della dichiarazione Iva vengono sottratti; l'importo massimo della spesa effettivamente sostenuta per l'affitto registrato che può essere portato in deduzione viene aumentato da 5.165 a 7.000 euro all'anno. Tale importo viene incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.
IL MUTUO
Cosa accade adesso per le case
di cui si è proprietari?
Per le case di proprietà, se è stato contratto un mutuo, non si considera l'intero valore della casa ma solo la parte che supera l'importo del mutuo residuo. Il valore della casa di abitazione non è considerato nel reddito se ai fini Imu è inferiore alla soglia di 52.500 euro, incrementato di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.
CONTI CORRENTI
Il saldo non basta più: serve
la giacenza media sul conto
Per i depositi e i conti correnti postali e bancari si dovrà considerare il maggior valore tra il saldo attivo al 31 dicembre dell'anno precedente a quello di presentazione della Dsu e la consistenza media annua riferita a tale periodo.
LA FAMIGLIA
A quanto ammonta la franchigia per i componenti del nucleo?
Dal valore del patrimonio mobiliare si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. La predetta soglia è incrementata di 1.000 euro per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo. Il nuovo Isee tiene conto anche dei costi sostenuti da persone con disabilità o non autosufficienti, introducendo franchigie differenziate sulla base dell'entità dell'inabilità dei soggetti.
LA VALIDITÀ
E la scadenza stavolta quale sarà?
Sarà unica per tutti, il 15 gennaio di ogni anno e senza eccezioni.
Stefano Bartoli

