Dalla Celdit di Pomilio alla fucina Calvi del 1880

CHIETI . Su iniziativa del regime fascista, intenzionato a creare fabbriche per la produzione di cellulosa dalla paglia, la “Cartiera di Chieti” aprì nel 1938 sul brevetto dell’ingegnere...
CHIETI . Su iniziativa del regime fascista, intenzionato a creare fabbriche per la produzione di cellulosa dalla paglia, la “Cartiera di Chieti” aprì nel 1938 sul brevetto dell’ingegnere francavillese Ottorino Pomilio. Si chiamava Celdit, contava oltre mille dipendenti e nel dopoguerra potè contare su una linea produttiva acquistata con i fondi del piano Marshall. Poi gli anni del boom economico con diverse donne che iniziarono a lavorare nello stabilimento, una storia felice segnata negli ultimi anni di attività dalla produzione di carta patinata ad alta grammatura. Nel 2008 la chiusura dei cancelli. Primo insediamento industriale della Valpescara, la “Fonderia Calvi” fu fondata nel 1880 e, durante la Grande Guerra, si dedicò alla costruzione di armamenti per poi tornare alla produzione di macchine agricole nello stabilimento di piazzale Marconi. Diede lavoro a centinaia di persone inserendosi, con l’apertura di una sede a Parma, tra le grandi aziende nazionali. Nel secondo conflitto mondiale ancora una trasformazione per la realizzazione di materiali bellici, attività regolare ripresa fino alla cessazione, circa 40 anni fa. (g.r.)

